Beduschi a Bologna: le Indicazioni Geografiche come leva di economia e turismo
21/01/2026
Le Indicazioni Geografiche entrano spesso nel dibattito pubblico come etichette da scaffale: utili, riconoscibili, rassicuranti. A Bologna, al convegno “Bello, buono e di qualità. La Food Valley d’Europa tra strategia agroalimentare, turismo e Dop Economy”, Alessandro Beduschi ha provato a spostare il punto di vista: IG come infrastruttura di sviluppo territoriale, capace di tenere insieme reddito agricolo, attrattività turistica e identità locale.
Beduschi è intervenuto in qualità di assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia e presidente di AREPO (Associazione delle Regioni Europee con Prodotti d’Origine), rivendicando il valore politico del modello europeo: un legame stretto tra prodotto, comunità e territorio che, quando funziona, non si limita a certificare una provenienza ma costruisce reputazione.
Dop Economy: numeri che pesano e primati lombardi
Nel suo intervento Beduschi ha richiamato un dato chiave: in Italia le Indicazioni Geografiche valgono oltre 20 miliardi di euro, con 2,9 miliardi riconducibili alla Lombardia, indicata come regione con un primato nel comparto lattiero-caseario.
È un passaggio che chiarisce perché il tema non resti confinato agli addetti ai lavori. Dove la Dop Economy è strutturale, l’impatto si distribuisce su più livelli: filiere agricole e trasformazione, logistica, servizi, ristorazione, accoglienza. Il marchio non è solo un “bollino”, diventa una promessa che regge se la filiera resta controllabile e se l’imitazione viene respinta con strumenti credibili.
Un Piano d’Azione europeo dal 2027: cosa chiedono le Regioni
Ampio spazio è stato dedicato al Piano d’Azione europeo sulle Indicazioni Geografiche, annunciato per il 2027 dal Commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen.
Beduschi ha chiesto un impianto “ambizioso”, più vicino a una scelta di indirizzo che a un pacchetto tecnico, capace di rafforzare competitività sostenibile, coesione territoriale e identità culturale.
Tra le priorità richiamate compaiono la tutela contro frodi e imitazioni e un sostegno più concreto a produttori e filiere; accanto, una maggiore integrazione tra IG e turismo, la valorizzazione del contributo alla sostenibilità e alla biodiversità, investimenti su competenze, giovani e ricerca.
Sul fondo resta la partita delle risorse: Beduschi ha collegato il futuro delle IG alle scelte sul Quadro finanziario pluriennale e sulla prossima Politica Agricola Comune, perché senza copertura stabile l’idea di “strategia” rischia di diventare un esercizio di comunicazione.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to