Bollate, accordo sul data center: corridoio ecologico e ampliamento del Parco delle Groane
18/03/2026
L’ipotesi di realizzazione di un data center nell’area agricola di Cassina Nuova, a Bollate, trova un nuovo punto di equilibrio attraverso un accordo che introduce misure compensative ambientali e un rafforzamento della tutela territoriale. La scelta, maturata al termine di un confronto articolato, prevede la creazione di un corridoio ecologico e l’ampliamento del Parco delle Groane, con l’obiettivo di contenere l’impatto dell’intervento su un’area già esposta a pressioni infrastrutturali e industriali.
La posizione di Legambiente Lombardia resta critica rispetto alla localizzazione dell’impianto su suolo agricolo, ma l’associazione ha scelto di partecipare al tavolo negoziale per ottenere garanzie concrete a favore del territorio, rinunciando al ricorso amministrativo inizialmente presentato.
Compensazioni ambientali e tutela del territorio
L’accordo definisce una serie di interventi che puntano a rafforzare la protezione delle aree libere intorno a Cassina Nuova. Tra questi, la cessione di terreni destinati a entrare nel perimetro del Parco delle Groane rappresenta uno degli elementi centrali, consentendo di evitare future trasformazioni urbanistiche e nuove edificazioni.
La creazione di un corridoio ecologico assume un valore strategico, in quanto contribuisce a collegare sistemi ambientali già esistenti, tra cui il Parco Nord Milano. In questo modo si consolida una rete verde che può svolgere una funzione di mitigazione rispetto agli impatti ambientali e migliorare la continuità degli habitat naturali.
Un aspetto rilevante riguarda anche la rinuncia, da parte della proprietà fondiaria coinvolta, a ulteriori sviluppi immobiliari nell’area. Una scelta che rafforza la destinazione ambientale dei terreni e introduce un elemento di stabilità nella pianificazione futura.
Un contesto già sottoposto a pressione
La frazione di Cassina Nuova si trova in un’area caratterizzata da una forte concentrazione di infrastrutture e attività produttive. La presenza della tangenziale Nord, delle cave nei comuni limitrofi e di insediamenti industriali ha già inciso sulla qualità ambientale e sulla vivibilità del territorio.
In questo quadro, l’insediamento del data center e delle opere connesse – in particolare la linea elettrica ad alta tensione prevista – solleva ulteriori preoccupazioni. Il rischio è quello di un aggravamento delle condizioni esistenti, con effetti su rumore, emissioni e percezione complessiva della qualità della vita.
Le criticità ancora aperte
Nonostante l’accordo sulle compensazioni, restano diversi elementi da chiarire. Tra questi, il tracciato e le modalità di realizzazione del cavidotto ad alta tensione, che dovrebbe attraversare aree abitate, rappresentano uno dei punti più sensibili.
Legambiente chiede garanzie più stringenti in termini di mitigazione e schermatura, oltre a un approfondimento degli impatti legati ai generatori ausiliari e al funzionamento complessivo dell’impianto. La fase di Valutazione di Impatto Ambientale, attualmente in corso presso il Ministero competente, sarà determinante per definire questi aspetti.
Un equilibrio tra sviluppo e salvaguardia
La vicenda evidenzia le tensioni che emergono quando esigenze di sviluppo tecnologico si confrontano con la tutela del territorio. Il data center rappresenta un’infrastruttura strategica per l’economia digitale, ma la sua collocazione richiede una valutazione attenta degli impatti locali.
L’accordo raggiunto introduce elementi di compensazione e protezione che, pur non risolvendo tutte le criticità, contribuiscono a limitare possibili derive speculative e a rafforzare la dimensione ambientale dell’area. Resta aperta la necessità di un monitoraggio costante, per verificare che gli impegni assunti si traducano in interventi concreti e duraturi.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to