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Cassano d’Adda, inaugurato il nuovo Ospedale di Comunità: un tassello della sanità territoriale lombarda

12/04/2026

Cassano d’Adda, inaugurato il nuovo Ospedale di Comunità: un tassello della sanità territoriale lombarda

Prosegue in Lombardia il rafforzamento della sanità di prossimità, con l’apertura del nuovo Ospedale di Comunità di Cassano d’Adda, inaugurato giovedì 9 aprile 2026 al terzo piano del Polo Riabilitativo dell’Asst Melegnano e Martesana. L’attivazione della struttura si inserisce in un disegno più ampio di riorganizzazione dell’assistenza territoriale, pensato per rendere più fluido il passaggio tra ospedale, servizi intermedi e rientro al domicilio, in una fase in cui il tema della continuità delle cure è diventato uno dei punti più delicati dell’intero sistema sanitario.

Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, la Direzione Generale dell’Asst Melegnano e Martesana, il direttore generale di Ats Milano Silvano Casazza, il consigliere regionale Giulio Gallera, presidente della Commissione speciale dedicata al PNRR, al monitoraggio dei fondi europei e all’efficacia dei bandi regionali, oltre al sindaco di Cassano d’Adda Fabio Colombo. Una presenza istituzionale ampia, che segnala il rilievo attribuito a una struttura destinata a rafforzare il presidio assistenziale sul territorio.

Un investimento da 2 milioni per una struttura intermedia

Il nuovo Ospedale di Comunità è stato realizzato grazie a un investimento di 2 milioni di euro, finanziato attraverso le risorse del PNRR e inserito nella programmazione regionale dedicata alla sanità territoriale. La struttura dispone di 16 posti letto ed è organizzata per accogliere pazienti che non necessitano più di cure ospedaliere intensive, ma che al tempo stesso non possono ancora essere seguiti in modo adeguato al proprio domicilio.

L’organizzazione interna riflette questa funzione intermedia. L’OdC può contare su un team multidisciplinare composto da 6 infermieri, 8 operatori socio-sanitari, 1 fisioterapista e personale medico dedicato, presente per 4 o 5 ore al giorno, 6 giorni su 7, con reperibilità continuativa. È una configurazione che punta a garantire sorveglianza clinica, supporto assistenziale e accompagnamento al recupero, in un contesto meno intensivo rispetto all’ospedale tradizionale ma comunque strutturato e monitorato.

Il ruolo dell’Ospedale di Comunità tra dimissioni protette e continuità assistenziale

La funzione dell’Ospedale di Comunità è quella di operare come un ponte tra l’ospedale per acuti e il domicilio. Il suo compito principale consiste nel favorire le dimissioni protette e nel garantire continuità di cura a pazienti che, pur avendo superato la fase più critica, richiedono ancora osservazione clinica, assistenza infermieristica e un percorso di accompagnamento che non sarebbe possibile assicurare direttamente a casa. L’accesso avviene su indicazione dei medici di assistenza primaria, a conferma del legame stretto tra il nuovo presidio e la rete territoriale.

È proprio in questa fascia intermedia dell’assistenza che spesso si misura l’efficacia di un sistema sanitario moderno. Ridurre i ricoveri impropri, evitare rientri prematuri al domicilio e alleggerire la pressione sugli ospedali per acuti significa migliorare la qualità della presa in carico e offrire ai pazienti un percorso più appropriato, più sicuro e più coerente con i loro bisogni reali.

Un polo integrato per la sanità di prossimità

Nel corso dell’inaugurazione, l’assessore Guido Bertolaso ha sottolineato come la nuova struttura vada a completare un’offerta sanitaria già consolidata nel polo di Cassano d’Adda. L’integrazione tra Casa di Comunità, centro riabilitativo da 48 letti e nuovo Ospedale di Comunità disegna infatti un sistema articolato, costruito per rispondere in modo coordinato a esigenze assistenziali differenti ma strettamente connesse tra loro.

La stessa impostazione è stata richiamata anche dal direttore generale dell’Asst Melegnano Martesana, Roberta Labanca, che ha definito l’OdC un tassello fondamentale del piano di potenziamento territoriale. Il punto, in questa prospettiva, non riguarda soltanto l’apertura di una nuova struttura, ma la costruzione di una rete capace di offrire risposte più vicine alle persone, più aderenti ai bisogni dei pazienti e più coerenti con le linee di sviluppo indicate a livello nazionale.

Con l’avvio dell’Ospedale di Comunità di Cassano d’Adda, la Lombardia aggiunge dunque un nuovo presidio alla propria infrastruttura di prossimità. Un intervento che assume valore non tanto per la dimensione numerica dei posti letto, quanto per la funzione strategica che è chiamato a svolgere: rendere più ordinato, più umano e più efficace il percorso di cura tra ospedale e territorio.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to