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Check-up d’impresa: la Lombardia finanzia il “tagliando” organizzativo per le PMI nella transizione digitale

13/01/2026

Check-up d’impresa: la Lombardia finanzia il “tagliando” organizzativo per le PMI nella transizione digitale

La trasformazione digitale, per molte imprese, non si gioca più sul possesso di una tecnologia o sull’acquisto dell’ennesimo software: si decide nella capacità di cambiare metodo, ruoli, competenze, flussi di lavoro. È un passaggio che mette alla prova soprattutto le piccole e medie aziende, dove spesso la struttura è snella, le funzioni sono accorpate e la pianificazione del capitale umano avviene più per necessità che per disegno strategico.

Su questo terreno si inserisce la nuova misura di Regione Lombardia, che ha destinato 3,2 milioni di euro a sostegno delle imprese chiamate a ripensare l’organizzazione e ad adattarsi a un mercato del lavoro che cambia velocemente. L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi lega l’intervento a una questione di competitività: la capacità di “leggere” i cambiamenti e anticipare i fabbisogni futuri non è un esercizio teorico, ma un fattore che incide su produttività, qualità del lavoro e capacità di trattenere competenze.

Un check-up per capire dove intervenire prima di investire

La misura si traduce nell’avviso pubblico “Check-up d’impresa”, gestito da Unioncamere Lombardia all’interno del Programma FSE+ 2021-2027. L’idea è semplice, ma per molti versi controcorrente: prima di correre verso automazioni e intelligenza artificiale, serve una fotografia interna credibile. Processi, mansioni, responsabilità, competenze disponibili e competenze mancanti. Senza questa mappa, l’innovazione rischia di diventare un investimento “a sensazione”, magari utile nell’immediato, ma fragile quando la pressione del mercato aumenta.

L’intelligenza artificiale può effettivamente liberare tempo da attività ripetitive e migliorare la produttività, però non funziona come un interruttore: richiede obiettivi chiari, regole condivise, formazione mirata, spesso anche un ripensamento dei ruoli. È qui che il check-up diventa uno strumento concreto, perché sposta la discussione dal “che tecnologia compriamo” al “che lavoro vogliamo organizzare, con quali competenze e con quali responsabilità”.

Voucher fino a 8.000 euro: a chi sono destinati e per cosa si possono usare

Il bando prevede voucher fino a 8.000 euro per imprese con 20–100 dipendenti, pensati per finanziare consulenze specialistiche. Il perimetro degli interventi è pratico: analisi delle mansioni, revisione dei modelli organizzativi, individuazione dei fabbisogni formativi, accompagnamento nell’adozione di tecnologie digitali e strumenti di IA, con l’obiettivo di aiutare l’azienda a decidere cosa introdurre, dove e con quali tempi.

Per una PMI, un supporto di questo tipo può fare la differenza soprattutto quando la crescita è discontinua o quando l’impresa sente che “qualcosa non torna” tra carichi di lavoro, competenze disponibili e aspettative dei clienti. Il valore aggiunto della misura sta nel mettere ordine: capire se l’automazione serve davvero, quali attività possono essere riprogettate, quali competenze vanno aggiornate, quali ruoli rischiano di restare scoperti.

Il punto finale, più che tecnologico, è industriale: rendere le persone più preparate e l’impresa più solida, evitando che la transizione digitale diventi un costo senza ritorno o, peggio, una trasformazione calata dall’alto che il lavoro quotidiano finisce per respingere.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to