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Commercio lombardo in trasformazione: negozi in calo, cresce l’extra-alberghiero

17/03/2026

Commercio lombardo in trasformazione: negozi in calo, cresce l’extra-alberghiero

Il tessuto commerciale delle città lombarde sta attraversando una fase di cambiamento profondo, in cui la riduzione delle attività tradizionali convive con l’espansione di nuovi modelli di impresa. Il focus regionale dell’analisi “Città e demografia d’impresa” di Confcommercio restituisce un quadro articolato, che evidenzia dinamiche differenziate tra settori e territori, con una contrazione significativa del commercio al dettaglio e segnali di crescita in ambiti legati al turismo e alla digitalizzazione.

L’indagine, che prende in esame i capoluoghi di provincia (esclusa Milano) e altri centri urbani, fotografa una trasformazione che si è sviluppata nell’arco di oltre un decennio, tra il 2012 e il 2025, ridisegnando il rapporto tra città, consumo e servizi.

Centri storici più fragili, periferie più resilienti

Il dato più evidente riguarda il commercio al dettaglio, che registra una contrazione del 23%: le attività passano da 11.294 a 8.702. Un calo che assume dimensioni ancora più marcate nei centri storici, dove la diminuzione supera il 26%, segnalando una crescente difficoltà per le imprese tradizionali a sostenere costi e cambiamenti del mercato.

Al di fuori delle aree centrali, la flessione appare più contenuta, attestandosi intorno al 20%. Una differenza che suggerisce una maggiore capacità di adattamento nei contesti periferici, dove i modelli di consumo e le dinamiche immobiliari risultano meno rigide.

Anche il settore dei pubblici esercizi mostra una riduzione, seppur più limitata: bar e ristoranti passano da 5.079 a 4.704 attività, con un calo del 7,4%. Un segnale che conferma la tenuta relativa del comparto, pur in presenza di trasformazioni nella domanda e nelle abitudini di consumo.

Cresce l’ospitalità, cambia il modello turistico

A fronte della contrazione del commercio tradizionale, il comparto ricettivo evidenzia una crescita significativa, trainata soprattutto dalle forme extra-alberghiere. Se le strutture alberghiere registrano un calo del 16%, le soluzioni alternative – come affitti brevi e strutture diffuse – mostrano un incremento del 250%.

Questo dato riflette una trasformazione più ampia del turismo urbano, sempre più orientato verso formule flessibili e digitalizzate, che intercettano una domanda internazionale in evoluzione. La crescita dell’extra-alberghiero si inserisce inoltre in un contesto in cui la tecnologia facilita l’incontro tra offerta e domanda, modificando le modalità di accesso al mercato.

Parallelamente, si registra un’espansione di settori legati all’e-commerce e alla vendita di prodotti tecnologici, come computer e telefonia. Un andamento che conferma il peso crescente della componente digitale nell’economia urbana.

Il rischio desertificazione e le strategie di rilancio

Il quadro delineato dall’analisi evidenzia anche criticità rilevanti. Tra i settori più colpiti figurano le edicole, i negozi di abbigliamento e calzature e il commercio ambulante, comparti storicamente legati alla vita quotidiana delle città.

Il vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia, Carlo Massoletti, richiama l’attenzione sul rischio di desertificazione commerciale, sottolineando come le reti di prossimità rappresentino una componente essenziale della qualità urbana. La presenza diffusa di negozi e servizi contribuisce infatti alla sicurezza, alla socialità e al presidio del territorio.

Le prospettive di rilancio passano attraverso una pianificazione urbana più attenta e il rafforzamento di strumenti già attivi, come i Distretti del commercio, che favoriscono la collaborazione tra pubblico e privato. Accanto a questi strumenti, emergono alcune direttrici considerate decisive per la competitività: l’integrazione tra canali fisici e digitali, la transizione sostenibile, la formazione e l’adozione di tecnologie avanzate, inclusa l’intelligenza artificiale.

La trasformazione in atto non appare destinata a esaurirsi nel breve periodo. Piuttosto, sembra delineare un nuovo equilibrio tra tradizione e innovazione, in cui il commercio urbano è chiamato a ridefinire il proprio ruolo all’interno di città sempre più complesse.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to