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Cooperazione internazionale, i progetti Lombardia-Gaza tra aiuti concreti e responsabilità istituzionale

04/02/2026

Cooperazione internazionale, i progetti Lombardia-Gaza tra aiuti concreti e responsabilità istituzionale

In un contesto segnato da una crisi umanitaria di lunga durata e da condizioni operative estremamente complesse, la cooperazione internazionale torna a misurarsi con la capacità delle istituzioni di trasformare risorse pubbliche in interventi reali. I progetti Lombardia-Gaza, finanziati nell’ambito della legge regionale n. 20/1989 “La Lombardia per la pace e la cooperazione allo sviluppo – Progetti 2025”, rappresentano un esempio di azione strutturata che ha cercato di rispondere ai bisogni primari delle popolazioni di Gaza e Cisgiordania attraverso iniziative mirate, monitorabili e affidate a organizzazioni della società civile con esperienza sul campo.

Le iniziative sono state illustrate in Aula consiliare dal sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed europee, Raffaele Cattaneo, insieme ai rappresentanti delle realtà beneficiarie dei contributi regionali, con il supporto dell’Intergruppo consiliare di sostegno alle popolazioni di Gaza e Cisgiordania.

Il quadro istituzionale e il valore politico della cooperazione

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto, sottolineando come, anche in fasi particolarmente difficili, sia stato possibile costruire proposte condivise e operative. Fontana ha richiamato il valore del dialogo e della collaborazione istituzionale, evidenziando che la guerra rappresenta un male estremo da contrastare attraverso strumenti di pace, cooperazione e sostegno concreto alle popolazioni civili.

Nella stessa direzione si è collocato l’intervento di Cattaneo, che ha rimarcato il ruolo della politica nel superare slogan e contrapposizioni ideologiche, assumendosi la responsabilità di agire con pragmatismo. Secondo il sottosegretario, l’impegno della Regione dimostra come, anche in scenari complessi come Gaza, sia possibile ottenere risultati tangibili, portando cure, beni essenziali e servizi primari a migliaia di persone colpite dalla crisi.

Gli interventi sul campo: salute, beni essenziali e acqua

Tre i progetti finanziati, tutti orientati a fornire risposte immediate a bisogni primari. Il primo, realizzato dall’Associazione Fonti di Pace, ha ricevuto un contributo di 44.000 euro ed è stato attuato nei governatorati di Deir el Balah e Gaza City. L’iniziativa ha garantito cure mediche e riabilitative a 362 civili feriti o con disabilità, con oltre duemila prestazioni erogate, affiancate da sessioni di supporto psicologico individuale. Accanto all’assistenza sanitaria, il progetto ha previsto la distribuzione di pannolini e latte in polvere per neonati, rispondendo a esigenze quotidiane spesso trascurate nei contesti di emergenza.

Il secondo progetto, “Emergenza Gaza-2025”, è stato promosso dall’Associazione Pro Terra Sancta con un finanziamento regionale di 135.000 euro. In collaborazione con il Patriarcato Latino di Gerusalemme, la parrocchia latina di Gaza City e partner umanitari come Caritas Gerusalemme, l’iniziativa ha sostenuto oltre 200 famiglie vulnerabili attraverso voucher alimentari e contributi economici diretti, oltre a fornire calzature e giacche invernali a centinaia di persone, riducendo i rischi sanitari legati alle condizioni climatiche.

Il terzo intervento è stato realizzato da Cesvi – Cooperazione e sviluppo, con un finanziamento di 86.600 euro. Il progetto “Acqua potabile e servizi igienico-sanitari per la Striscia di Gaza” ha assicurato la distribuzione di quasi 1.600 metri cubi di acqua potabile in 23 campi per sfollati, raggiungendo oltre 12.900 persone, e ha migliorato l’accesso a servizi igienici per più di 3.000 beneficiari in quattro campi.

Aiuti misurabili in un contesto fragile

Nel loro insieme, i progetti Lombardia-Gaza restituiscono l’immagine di una cooperazione orientata alla concretezza, capace di misurare l’impatto degli interventi e di rispondere a bisogni immediati senza perdere di vista il contesto complessivo. In un’area dove le condizioni di vita restano estremamente precarie, la continuità degli aiuti e la qualità delle partnership locali diventano fattori decisivi per garantire efficacia e credibilità all’azione pubblica.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to