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Dal palcoscenico al laboratorio: la nuova vita di Lisa Moretto tra arte e artigianato teatrale

17/03/2026

Dal palcoscenico al laboratorio: la nuova vita di Lisa Moretto tra arte e artigianato teatrale
Accademia della Scala

Il percorso professionale non sempre segue una traiettoria lineare, e proprio nelle deviazioni inattese si aprono spesso le possibilità più autentiche. La storia di Lisa Moretto racconta questo passaggio con una naturalezza che unisce disciplina artistica e capacità di reinventarsi, trasformando un momento di rottura in un nuovo inizio.

Cresciuta in un contesto in cui l’arte era parte della quotidianità, vicino a Venezia, Lisa ha costruito una carriera come ballerina professionista, entrando nel corpo di ballo di una compagnia russa e attraversando l’Europa in tournée. Un infortunio al piede ha però imposto una pausa forzata, che si è rivelata decisiva per ripensare il proprio futuro.

Dalla danza al dietro le quinte: una scelta consapevole

Durante gli anni sul palcoscenico, l’interesse per il trucco, le acconciature e le parrucche aveva già iniziato a farsi spazio. Un’attenzione inizialmente marginale, che nel tempo ha assunto una dimensione concreta fino a trasformarsi in una scelta professionale.

Dopo un primo corso di make-up, Lisa ha deciso di approfondire la formazione presentandosi alle selezioni dell’Accademia Teatro alla Scala nel 2024, scegliendo di frequentare sia il percorso Hair e Make-Up sia quello di Wig making. Una decisione che riflette una visione ampia del mestiere, in cui competenze diverse si integrano in un unico profilo professionale.

Uno degli elementi più significativi del percorso formativo, secondo la sua esperienza, è rappresentato dallo stage, occasione per confrontarsi con la realtà operativa di teatri e laboratori, dove la precisione tecnica si intreccia con le esigenze della produzione artistica.

Il mestiere del parruccaio: pazienza, tecnica e sensibilità

Il lavoro del parruccaio si muove in uno spazio silenzioso ma essenziale, dove ogni dettaglio contribuisce alla costruzione del personaggio. Richiede qualità che difficilmente si improvvisano: concentrazione, costanza e una pazienza che diventa parte integrante del processo creativo.

La realizzazione di una parrucca teatrale può richiedere dai sette ai dieci giorni lavorativi, a seconda della complessità della base, del tipo di capello e dell’acconciatura. Un tempo necessario per garantire non solo la qualità tecnica, ma anche la coerenza estetica con il personaggio e con la visione scenica.

Non si tratta soltanto di produzione manuale: il lavoro implica relazioni continue con attori, cantanti e colleghi, oltre alla gestione degli aspetti organizzativi e burocratici. Una dimensione spesso poco visibile, ma determinante per la tenuta professionale nel lungo periodo.

Dal diploma al lavoro: l’ingresso nel teatro europeo

Il passaggio dalla formazione al lavoro è avvenuto con rapidità. Ancora prima di concludere il percorso accademico, Lisa aveva già ricevuto diverse offerte, frutto sia delle competenze acquisite sia della conoscenza del settore maturata negli anni da ballerina.

Poco prima degli esami finali, ha firmato un contratto con il Theater Hagen, in Germania, dove oggi lavora come Maskenbildner, una figura professionale che unisce competenze di trucco, acconciatura, creazione di parrucche e realizzazione di maschere.

La quotidianità lavorativa si divide tra laboratorio e palcoscenico: durante il giorno si realizzano parrucche e maschere, mentre la sera si segue la preparazione degli artisti per opera, balletto e musical. Un ritmo intenso, sostenuto anche da un ambiente di lavoro collaborativo, in cui l’apprendimento continua attraverso il confronto con colleghi più esperti.

Tra i progetti più impegnativi affrontati, la realizzazione di una parrucca per l’opera Platée, destinata al personaggio di Junon. Un lavoro che ha richiesto attenzione estetica e capacità di adattamento, soprattutto nella fase di acconciatura, risolta grazie al supporto del team.

Il valore di un mestiere “lento” nell’era della velocità

In un contesto dominato dalla produzione rapida e standardizzata, scegliere un mestiere artigianale rappresenta una posizione controcorrente. E proprio per questo assume un valore particolare.

La creazione di una parrucca teatrale non è solo un processo tecnico, ma un atto di costruzione identitaria: contribuisce a trasformare un interprete, rendendo visibile il passaggio da persona a personaggio. È un lavoro che richiede tempo, studio e personalizzazione, elementi che difficilmente possono essere sostituiti da logiche industriali.

Scommettere su un mestiere come quello del parruccaio significa investire in competenze specifiche e difficilmente replicabili, capaci di mantenere un legame diretto con la dimensione artistica e con la qualità del lavoro manuale. Una scelta che unisce creatività e concretezza, restituendo valore al processo oltre che al risultato.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.