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Dalmine, un alloggio popolare diventa casa per l’autonomia: nasce il nuovo “Condominio Solidale”

17/02/2026

Dalmine, un alloggio popolare diventa casa per l’autonomia: nasce il nuovo “Condominio Solidale”

Un appartamento pubblico inutilizzato può trasformarsi in un luogo di crescita, autonomia e dignità. È questa la direzione scelta da Regione Lombardia, che ha approvato il progetto “Condominio Solidale” promosso dal Comune di Dalmine, in provincia di Bergamo, destinando un alloggio di edilizia residenziale pubblica a persone con sindrome di Down prive di un adeguato sostegno familiare.

La delibera, proposta dall’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, autorizza la valorizzazione dell’immobile per un periodo di 15 anni. L’appartamento sarà affidato alla cooperativa sociale SER.eN.A., realtà già attiva sul territorio nell’ambito dei servizi alla disabilità, che realizzerà una nuova abitazione protetta all’interno di un percorso strutturato di vita indipendente.

Autonomia possibile, con supporto professionale

Il cuore del progetto è l’autonomia abitativa in un contesto sicuro. Non si tratta di una semplice assegnazione di alloggio, ma di un’esperienza accompagnata da operatori specializzati, presenti in modo costante, capaci di sostenere le persone nella gestione quotidiana della casa, nelle relazioni e nell’organizzazione della propria giornata.

Il “Condominio Solidale” di Dalmine sostiene già nove persone con disabilità e si inserisce in un modello che punta a superare la dimensione esclusivamente assistenziale. L’obiettivo è offrire uno spazio di vita che permetta di sviluppare competenze personali e sociali, mantenendo al tempo stesso un presidio educativo e professionale adeguato.

In questo senso, l’abitazione diventa un passaggio concreto verso l’autodeterminazione, soprattutto per chi non può contare su una rete familiare stabile o sufficiente a garantire un futuro sereno.

Valorizzare il patrimonio pubblico per rafforzare la coesione sociale

Il progetto prevede che i proventi derivanti dalla valorizzazione dell’alloggio siano destinati alla manutenzione ordinaria degli stabili SAP – Servizi Abitativi Pubblici. Una scelta che coniuga inclusione e gestione responsabile del patrimonio pubblico, evitando che immobili inutilizzati restino vuoti e degradati.

L’assessore Franco ha sottolineato come le politiche abitative possano diventare strumenti di integrazione sociale, quando vengono pensate in modo integrato con i servizi territoriali e con il Terzo settore. L’operazione di Dalmine rappresenta un esempio di collaborazione tra amministrazione comunale, Regione e cooperazione sociale, con un impatto che va oltre il singolo intervento.

Progetti di questo tipo contribuiscono a rafforzare il tessuto comunitario, offrendo risposte mirate a situazioni di fragilità e creando percorsi personalizzati, anziché soluzioni standardizzate. La casa, in questo contesto, assume una funzione educativa e relazionale: non solo un luogo fisico, ma uno spazio in cui costruire relazioni, responsabilità e prospettive.

L’esperienza di Dalmine dimostra che l’edilizia residenziale pubblica può essere ripensata come leva per generare inclusione, autonomia e qualità della vita, soprattutto per chi rischia di restare ai margini.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to