Diventare notaio: percorso di studi e requisiti
12/02/2026
Diventare notaio significa intraprendere un percorso lungo e fortemente regolamentato, che combina formazione universitaria, pratica professionale e superamento di una selezione pubblica particolarmente rigorosa. La figura del notaio svolge una funzione di garanzia giuridica, attribuendo certezza legale agli atti e tutelando gli interessi delle parti coinvolte, ed è proprio questa responsabilità a giustificare l’elevato livello di preparazione richiesto. Comprendere in modo chiaro il percorso di studi e i requisiti necessari consente di valutare fin dall’inizio l’impegno richiesto e la sostenibilità di questa scelta professionale nel medio e lungo periodo.
Diventare notaio: il percorso universitario in giurisprudenza
Il primo passaggio obbligato per diventare notaio è il conseguimento della laurea magistrale in Giurisprudenza, che fornisce la base teorica indispensabile per affrontare le fasi successive. Il corso di studi copre le principali aree del diritto, con un’attenzione particolare alle materie civilistiche, come diritto civile, diritto commerciale e diritto successorio, che rappresentano il nucleo dell’attività notarile. Una preparazione solida in questi ambiti risulta fondamentale, perché costituisce il riferimento costante sia durante il praticantato sia in sede concorsuale.
Durante l’università è utile orientare il piano di studi verso esami coerenti con la professione notarile, privilegiando corsi che approfondiscano la tecnica contrattuale e l’interpretazione delle norme. Anche la scelta dell’argomento di tesi può rappresentare un primo passo di specializzazione, contribuendo a sviluppare un metodo di studio adatto alla complessità delle fonti giuridiche. La laurea, pur essendo un requisito formale, non esaurisce la preparazione richiesta, ma rappresenta il fondamento su cui si costruisce l’intero percorso.
Il praticantato notarile: durata e caratteristiche
Concluso il percorso universitario, per diventare notaio è necessario svolgere un periodo di praticantato presso uno studio notarile, della durata minima di diciotto mesi. Questa fase consente di entrare in contatto diretto con l’attività professionale, osservando e partecipando alle operazioni quotidiane legate alla redazione degli atti, alla gestione dei rapporti con i clienti e all’applicazione concreta delle norme. Il praticantato non è una mera formalità, ma un momento di apprendimento pratico che richiede impegno e continuità.
Durante questo periodo, il praticante affianca il notaio nelle attività di studio, acquisendo familiarità con la struttura degli atti e con le procedure di registrazione e conservazione. La qualità dell’esperienza dipende in larga parte dallo studio scelto e dal livello di coinvolgimento consentito, rendendo importante una selezione attenta del contesto in cui svolgere la pratica. Il praticantato rappresenta anche un primo banco di prova per valutare l’effettiva attitudine al ruolo e alla responsabilità che esso comporta.
Il concorso notarile: struttura e difficoltà
Il superamento del concorso notarile costituisce il passaggio più selettivo per diventare notaio, perché prevede prove scritte e orali di elevata complessità. Le prove scritte consistono generalmente nella redazione di atti notarili, che richiedono non solo conoscenza teorica, ma anche capacità di applicazione pratica e precisione formale. La prova orale, invece, verifica la preparazione complessiva del candidato su un ampio spettro di materie giuridiche.
La difficoltà del concorso risiede nella combinazione tra ampiezza del programma e livello di approfondimento richiesto, che impone uno studio sistematico e prolungato nel tempo. Molti candidati dedicano anni alla preparazione, spesso affiancando lo studio individuale a corsi specialistici o scuole notarili. La selettività del concorso rende necessario un approccio realistico, basato sulla consapevolezza dei tempi e delle energie richieste per affrontarlo con possibilità concrete di successo.
Requisiti personali e competenze richieste
Oltre ai requisiti formali, diventare notaio richiede una serie di competenze personali che incidono sulla qualità dell’esercizio professionale. La capacità di analisi, la precisione e l’attenzione al dettaglio risultano indispensabili, perché l’attività notarile non ammette approssimazioni. Anche la gestione della responsabilità rappresenta un aspetto centrale, considerando che il notaio assume un ruolo di garante della legalità degli atti stipulati.
Le competenze relazionali assumono un peso rilevante, perché il notaio si confronta quotidianamente con clienti che richiedono chiarezza e affidabilità. Saper spiegare contenuti giuridici complessi in modo comprensibile contribuisce a costruire un rapporto di fiducia e a prevenire incomprensioni. Queste abilità, pur non essendo oggetto diretto di valutazione concorsuale, incidono in modo concreto sulla sostenibilità della professione nel tempo.
Tempi, costi e prospettive della professione notarile
Il percorso per diventare notaio comporta tempi lunghi e costi significativi, legati sia alla formazione sia alla preparazione concorsuale. Gli anni di studio universitario, il praticantato e il periodo di preparazione al concorso richiedono una pianificazione economica attenta, soprattutto in assenza di un reddito stabile nelle fasi iniziali. Valutare questi aspetti in modo realistico aiuta a evitare decisioni affrettate e a impostare il percorso con maggiore consapevolezza.
Dal punto di vista delle prospettive professionali, la professione notarile offre una collocazione stabile e regolamentata, con un numero limitato di sedi disponibili. Questa struttura garantisce una certa continuità dell’attività, ma implica anche una competizione elevata in fase di accesso. Comprendere il bilanciamento tra impegno richiesto e prospettive future rappresenta un elemento chiave per chi valuta seriamente questa carriera.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to