East Market torna a Milano: il vintage come esperienza culturale condivisa
di Annalisa Biasi
09/01/2026
Dopo la pausa delle festività, che ha comunque lasciato spazio a un calendario fitto di appuntamenti, Milano riaccende uno dei suoi rituali urbani più riconoscibili. Domenica 18 gennaio l’ex fabbrica aeronautica di zona Mecenate torna ad aprire i suoi oltre 6.000 metri quadrati a East Market, l’evento dedicato al vintage e al riuso che, edizione dopo edizione, ha costruito un pubblico trasversale fatto di curiosi, collezionisti, professionisti e semplici appassionati.
La formula resta quella che ha reso East Market un riferimento stabile nel panorama cittadino: uno spazio dove comprare, vendere e scambiare, ma anche osservare, ascoltare, mangiare e restare. Un luogo temporaneo che per un giorno diventa piazza, archivio, laboratorio creativo.
Un mercato che supera la logica dello shopping
Chi attraversa i corridoi di East Market percepisce subito che l’acquisto è solo una delle possibilità offerte. L’impianto dell’evento è costruito attorno a un’idea di esperienza, in cui gli oggetti diventano pretesto per raccontare storie, epoche, stili di vita. I capi d’abbigliamento vintage, che spaziano dai primi del Novecento fino ai primi anni Duemila, convivono con artigianato, modernariato, design, dischi in vinile, libri, fumetti, poster, elettronica, giocattoli, sneakers e pezzi di collezionismo difficili da ricondurre a una categoria unica.
La selezione degli espositori, provenienti da tutta Italia, segue criteri qualitativi precisi. Ogni stand propone oggetti restaurati, reinterpretati o semplicemente conservati con attenzione, lontani dalla logica del consumo rapido e seriale. La varietà non è casuale, ma costruita per offrire uno sguardo ampio e coerente sul mondo del riuso.
Vinili, artigianato e sostenibilità come linguaggio comune
Uno degli spazi più riconoscibili resta la Vinyl Area, punto di ritrovo mensile per collezionisti e ascoltatori attenti. Qui il tempo rallenta tra rock, jazz, elettronica, reggae, hip hop, CD, cassette, VHS e curiosità musicali, accanto a giradischi e ghetto blaster che riportano alla memoria un’estetica ancora sorprendentemente attuale.
Accanto alla musica, trovano spazio progetti artigianali e creativi che dialogano con il passato in modo personale: dall’uncinetto contemporaneo alle action figure dipinte a mano, passando per l’oggettistica dark, le reinterpretazioni di supporti musicali e l’upcycling applicato all’abbigliamento. Tutto si muove sotto un principio condiviso, sintetizzato dal motto “Everything Old Is New Again”, che richiama una visione del vintage come pratica culturale e ambientale.
Cibo, musica e tempo da abitare
A completare l’esperienza ci sono le aree food & beverage, con una proposta articolata che va dalla bakery alla cucina internazionale, senza trascurare opzioni vegetariane, vegane e dedicate ai più piccoli. I DJ set accompagnano la giornata senza imporsi, creando un sottofondo che rende il mercato un luogo in cui restare, non solo passare.
East Market continua così a distinguersi come evento capace di unire acquisti consapevoli, intrattenimento e riflessione sul valore degli oggetti. Un appuntamento che, più che seguire una moda, costruisce nel tempo una comunità.
Annalisa Biasi
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to