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Elettra Cicirello, dalla danza alla produzione: un percorso nato dietro le quinte

26/03/2026

Elettra Cicirello, dalla danza alla produzione: un percorso nato dietro le quinte
Accademia della Scala

Ci sono percorsi professionali che non nascono da una rottura, ma da un approfondimento. Quello di Elettra Cicirello appartiene a questa categoria: un cammino che parte dalla danza vissuta sul piano personale e formativo, passa attraverso l’insegnamento e approda alla produzione, senza perdere il contatto con l’origine di quella passione. Il suo ingresso nel mondo organizzativo dello spettacolo dal vivo non è stato un cambio di rotta improvviso, ma il naturale sviluppo di una curiosità maturata nel tempo, quella per tutto ciò che accade prima che il sipario si apra e uno spettacolo inizi davvero.

La sua esperienza si inserisce oggi nella Hall of Fame dell’Accademia Teatro alla Scala come testimonianza di un passaggio riuscito tra due modi diversi di abitare la scena. Prima ballerina e insegnante, poi professionista della produzione artistica, Cicirello racconta come il Master in Performing Arts Management, oggi divenuto “Global”, sia stato il punto di snodo decisivo per dare forma a questa evoluzione.

Dalla pratica della danza alla scoperta della macchina produttiva

La sua formazione affonda le radici in un rapporto precoce e profondo con la danza. Oltre a una laurea in Lingue, Elettra Cicirello ha praticato danza classica e contemporanea fin dall’età di quattro anni, avvicinandosi con il tempo anche all’insegnamento. È da lì che nasce il primo contatto con la dimensione educativa di questa disciplina, intesa non soltanto come apprendimento tecnico, ma come trasmissione di valori precisi: disciplina, ascolto, attenzione all’altro, capacità di lavorare insieme.

Proprio a partire da questa esperienza, però, si è fatta strada una domanda diversa. Non più soltanto come si interpreta o si insegna la danza, ma come nasce uno spettacolo, quali sono le forze che lo rendono possibile, quali equilibri, competenze e decisioni stanno dietro la costruzione di una produzione. È da questa esigenza di comprendere il dietro le quinte che nasce la scelta del Master alla Scala, percepito come il punto d’incontro ideale tra prestigio, visione contemporanea e concreta apertura verso il mondo del lavoro.

Lo stage ad Aterballetto e l’ingresso nella danza contemporanea

Il momento decisivo del percorso arriva con lo stage previsto dal Master. Fin dall’inizio, Cicirello racconta di aver avuto le idee molto chiare: il luogo nel quale desiderava lavorare era quello della danza contemporanea, possibilmente all’interno di una compagnia capace di coniugare produzione artistica e dimensione internazionale. Quando tra le opportunità di tirocinio compare il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto, la scelta diventa immediata.

L’esperienza si rivela intensa e formativa. Sei mesi dentro una compagnia di produzione e tournée internazionale le permettono di entrare davvero nel cuore del lavoro organizzativo che sostiene la creazione artistica. Non come osservatrice esterna, ma come figura coinvolta nei meccanismi quotidiani che rendono possibile la vita di una compagnia. Al termine del tirocinio, quel percorso si trasforma in un’occasione professionale stabile, consentendole di restare all’interno della Fondazione e di fare di quell’esperienza il proprio lavoro.

Produzione, tour management e progetti speciali

Oggi Elettra Cicirello si occupa di produzione e tour management dei progetti speciali. È un ambito che racconta bene l’evoluzione contemporanea dello spettacolo dal vivo, perché accanto alle tradizionali performance da palcoscenico si collocano sempre più spesso progetti site-specific, iniziative di valorizzazione territoriale, produzioni pensate per musei e luoghi del patrimonio, oltre a esperienze immersive legate alla realtà virtuale.

Il suo lavoro si sviluppa precisamente in questo spazio, dove la progettazione artistica incontra una forte dimensione organizzativa e multidisciplinare. Sul piano concreto significa seguire un progetto fin dalla sua fase iniziale, accompagnarlo nella relazione con gli artisti, curarne la pianificazione delle tournée, gestire la logistica e i rapporti con teatri e soggetti ospitanti. È un ruolo che richiede metodo, capacità di mediazione e una costante attenzione all’equilibrio tra esigenze artistiche, tecniche e produttive.

Nel racconto di Cicirello emerge con chiarezza ciò che rende questo mestiere particolarmente stimolante: la possibilità di essere parte di un processo in trasformazione, di vedere un’idea prendere corpo e diventare uno spettacolo capace di viaggiare, di incontrare pubblici differenti e di cambiare leggermente volto ogni volta che entra in un nuovo contesto.

Lavoro di squadra, adattamento e una città ideale da ricordare

Tra le qualità che ritiene indispensabili in un collaboratore, Elettra Cicirello mette al primo posto la capacità di lavorare in squadra. Nel mondo delle produzioni e delle tournée, soprattutto quando si opera in contesti non teatrali, i ritmi sono serrati, gli imprevisti frequenti e la pressione spesso elevata. In questi scenari contano spirito di adattamento, senso di responsabilità, disponibilità al dialogo e, soprattutto, la capacità di restare lucidi e collaborativi anche nelle fasi più complesse. Il risultato finale, osserva, non è mai davvero individuale: nasce sempre da un equilibrio collettivo.

Tra i progetti che ricorda con maggiore coinvolgimento c’è “An Ideal City”, sviluppato da Aterballetto nell’ambito del programma europeo Creative Europe. Un progetto articolato, nato poco dopo il suo arrivo, basato sulla creazione di microdanze realizzate nelle città partner di Reggio Emilia, Bruxelles e Atene. Le performance prendevano forma in teatri, musei, piazze e luoghi urbani quotidiani, trasformando temporaneamente la città in uno spazio di creazione e incontro tra artisti e pubblico.

Dal punto di vista produttivo, l’iniziativa ha richiesto coordinamento internazionale, gestione di partner diversi e organizzazione di eventi in contesti non convenzionali. Proprio per questa ragione, resta una delle esperienze che ricorda con più entusiasmo: impegnativa, complessa, ma anche profondamente coerente con l’idea di un lavoro che deve saper tenere insieme rigore, visione e piacere di costruire qualcosa insieme agli altri.

Nel suo percorso c’è dunque una traiettoria molto chiara: la danza non è stata lasciata alle spalle, ma osservata da una nuova prospettiva. Dalla sala prove alla produzione, dall’insegnamento alla circuitazione internazionale, Elettra Cicirello racconta una professionalità che nasce dalla passione, si consolida nella formazione e trova compimento in quel lavoro nascosto ma decisivo che permette all’arte di arrivare al pubblico.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.