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Emanuele Misuraca in recital: un itinerario pianistico tra classicismo, romanticismo e Novecento

14/01/2026

Emanuele Misuraca in recital: un itinerario pianistico tra classicismo, romanticismo e Novecento

C’è un modo di costruire un recital che non assomiglia a una “scaletta”, ma a una mappa: tappe brevi, riconoscibili, scelte per far emergere differenze di linguaggio, di tocco, di luce. Il concerto di Emanuele Misuraca, in programma sabato 24 gennaio alle ore 18.00 (ingresso a offerta libera), nasce con questa ambizione: accompagnare il pubblico dentro una traiettoria che dal Barocco ideale evocato dalla forma classica arriva al grande romanticismo virtuosistico e alla materia emotiva del Novecento, senza trasformare l’ascolto in lezione, e senza forzare spiegazioni. È un viaggio che si regge su simboli musicali: brani capaci di farsi riconoscere al primo gesto e, subito dopo, di rivelare dettagli meno prevedibili.

Un programma che alterna intimità e vertigine

La Sonata “al chiaro di luna” op. 27 n. 2 di Beethoven apre una soglia: non tanto per la fama, quanto per l’idea di tempo che porta con sé, quel passo lento e insistito che sembra trattenere il respiro. Da lì, gli Improvvisi op. 90 n. 2 e 3 di Schubert spostano il fuoco sull’urgenza melodica e su una scrittura che, dietro l’apparenza cantabile, chiede controllo e lucidità.

Liszt arriva con due facce complementari: il Sonetto del Petrarca 104, dove il pianoforte diventa quasi voce, e la Rapsodia ungherese n. 13, che chiede energia, colore, senso teatrale; qui il virtuosismo non è ornamento, è linguaggio. La chiusura affidata al Preludio op. 3 n. 2 di Rachmaninoff sceglie la strada della densità: accordi che pesano, risonanze che rimangono sospese, un’idea di pianoforte come architettura sonora.

Un interprete tra palcoscenico, immagine e direzione artistica

Misuraca, nato a Palermo nel 1996, ha iniziato presto l’attività concertistica e si è formato al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con Vincenzo Balzani, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode. Il suo percorso racconta una figura musicale non chiusa in un solo recinto: concerti con orchestra fin dall’adolescenza, esperienze in contesti molto diversi tra loro, incursioni nel mondo audiovisivo e una crescente attenzione alla composizione. In anni recenti ha affiancato alla dimensione dell’interprete anche quella del progettista culturale: da marzo 2025 è presidente e direttore artistico dell’associazione musicale Sonorum, un ruolo che aggiunge responsabilità e visione a un profilo già riconoscibile.

Un recital “a tappe” come questo, soprattutto con ingresso a offerta libera, ha un valore raro: offre un’occasione d’ascolto ampia, accessibile, ma curata; invita a entrare, anche solo per curiosità, e a restare perché la musica — quando la successione dei brani è pensata con intelligenza — sa cambiare prospettiva a ogni svolta.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to

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