Ex Cave Rocca di Fiesse, al via la rimozione dei rifiuti: la bonifica entra nella fase operativa
17/01/2026
Con l’arrivo dei primi camion nel sito delle ex Cave Rocca, a Fiesse (Brescia), la bonifica smette di essere una promessa amministrativa e diventa un cantiere vero, con tempi, procedure e responsabilità misurabili. In occasione dell’avvio delle operazioni, l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione ha effettuato un sopralluogo insieme al sindaco Sergio Cavallini: un passaggio che, al di là della ritualità, segnala l’attenzione istituzionale su una criticità che pesa sul territorio dal 1998, anno dell’abbandono dell’area da parte della proprietà.
Che cosa viene rimosso: il “Cumulo 1” e perché è un nodo sanitario-ambientale
Il cuore dell’intervento è il “Cumulo 1”, il deposito principale presente nel sito: una massa stimata in circa 32.660 metri cubi composta da inerti e polveri di abbattimento fumi di acciaieria.
Non si tratta di materiale “neutro”: la classificazione come rifiuto tossico deriva dal contenuto elevato di metalli pesanti e dalla presenza di composti organoclorurati, elementi che impongono cautele rigorose sia nella movimentazione sia nella destinazione finale.
Il progetto di rimozione è stato impostato in dieci lotti, una scelta che risponde a due esigenze pratiche: gestire un volume molto elevato senza bloccare il cantiere e, soprattutto, individuare impianti di smaltimento capaci di ricevere quantitativi consistenti secondo la normativa vigente.
Come avvengono i lavori: teli protettivi, controlli e obiettivo aprile 2026
Dopo l’allestimento del cantiere, con la posa di teli protettivi destinati a isolare i materiali, si è passati alla rimozione vera e propria: i rifiuti vengono scavati e trasferiti verso impianti specializzati solo dopo controlli e analisi di laboratorio, così da definire correttamente la filiera di trasporto e conferimento.
Il cronoprogramma indica un traguardo preciso: concludere la prima fase entro il 30 aprile 2026. Terminata la rimozione, sono previsti test sul terreno per certificare l’assenza di contaminazione residua e puntare al recupero dell’area nella sua vocazione agricola e verde.
Sul sito, negli anni, sono state eseguite attività di messa in sicurezza e monitoraggio (piezometri e controlli), mentre il cumulo secondario risulta già rimosso in passato grazie a risorse regionali: un precedente che ha costruito, passo dopo passo, le condizioni per arrivare alla fase attuale.
Risorse e continuità: i primi 4 milioni e la logica dei lotti
Il primo lotto è sostenuto da 2 milioni di euro stanziati nel novembre 2024; la Giunta regionale ha poi destinato altri 2 milioni nel novembre 2025 per finanziare il secondo lotto, dichiarando l’impegno a garantire copertura anche per quelli successivi, così da evitare stop-and-go che, in cantieri di questo tipo, diventano costi aggiuntivi e rischi operativi.