Formazione su salute e sicurezza: la Lombardia ridisegna il sistema tra controlli e semplificazione
28/01/2026
L’accordo sottoscritto nell’aprile 2025 tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano ha segnato un passaggio rilevante nel percorso di riordino della formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un ambito che, negli anni, ha sofferto frammentazioni normative, sovrapposizioni operative e una certa disomogeneità nella qualità dell’offerta formativa. In Lombardia, quell’intesa trova ora una declinazione concreta con l’approvazione della legge regionale 132, che introduce un elenco ufficiale dei soggetti formatori e una piattaforma digitale certificata per la gestione dei percorsi formativi.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’efficacia delle tutele per lavoratori e imprese, rendendo più trasparente e verificabile il sistema della formazione obbligatoria. Ma la vera partita si gioca nella fase applicativa, dove la semplificazione promessa dovrà misurarsi con la complessità del tessuto produttivo lombardo.
Una piattaforma unica tra garanzie e interoperabilità
Il nuovo impianto normativo prevede l’obbligo di iscrizione a una piattaforma regionale che fungerà da snodo centrale per il riconoscimento dei soggetti abilitati alla formazione su salute e sicurezza. La finalità è duplice: da un lato, innalzare il livello di controllo e contrastare pratiche formative di bassa qualità; dall’altro, offrire alle imprese uno strumento chiaro per orientarsi tra enti accreditati e percorsi conformi alla normativa.
Il rischio, tuttavia, è che un sistema pensato per razionalizzare finisca per aggiungere un ulteriore livello amministrativo. La Lombardia parte da una situazione in cui molte aziende e operatori già utilizzano piattaforme diverse, spesso collegate a sistemi nazionali o settoriali. Rendere questi strumenti interoperabili diventa quindi una condizione essenziale per evitare duplicazioni di adempimenti e perdita di tempo, soprattutto per le piccole e medie imprese.
Il punto di vista delle imprese del terziario
Dal mondo imprenditoriale arriva un sostegno prudente alla riforma. Confcommercio Lombardia sottolinea come l’elenco regionale e la piattaforma certificata possano valorizzare gli enti che operano con standard elevati, garantendo maggiore affidabilità all’intero sistema. Secondo Carlo Massoletti, vicepresidente vicario dell’associazione, il controllo sui soggetti formatori rappresenta un vantaggio competitivo per chi investe da tempo nella qualità, a partire dagli enti collegati al sistema Confcommercio.
Allo stesso tempo, viene ribadita la necessità che l’attuazione della legge sia rapida e lineare, evitando che l’obbligo di iscrizione si trasformi in un percorso farraginoso. Un’attenzione particolare è rivolta anche al ruolo degli enti bilaterali, che nel terziario lombardo svolgono una funzione strategica, non solo nella formazione ma anche nel supporto economico e consulenziale alle imprese.
Un banco di prova per la pubblica amministrazione
La legge 132 rappresenta, di fatto, un test sulla capacità della pubblica amministrazione regionale di coniugare rigore e semplificazione. Se la piattaforma saprà dialogare con i sistemi esistenti e ridurre le asimmetrie informative, potrà diventare uno strumento utile e condiviso. In caso contrario, il rischio è quello di alimentare una burocrazia aggiuntiva che finirebbe per indebolire la portata stessa della riforma.
La formazione sulla sicurezza resta uno snodo decisivo per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute nei luoghi di lavoro. La Lombardia ha scelto di intervenire in modo strutturale: ora la credibilità della riforma dipenderà dalla sua capacità di funzionare davvero, nella quotidianità delle imprese e degli enti formativi.