Forum del Welfare, Milano apre tre giorni di confronto su diritti, legami e politiche sociali
25/03/2026
Milano si prepara ad aprire una nuova edizione del Forum del Welfare, appuntamento che porta al centro del dibattito pubblico il tema delle politiche sociali, dei diritti e delle trasformazioni che attraversano la vita urbana. Domani, mercoledì 25 marzo alle ore 10, a Base Milano in via Bergognone 34, il sindaco Giuseppe Sala e l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé daranno il via a tre giornate di confronto pensate per interrogare la città sulle sue fragilità, sulle sue risorse e sulla capacità delle istituzioni di costruire risposte più efficaci, più giuste e più vicine alle persone.
Il Forum non si presenta come una semplice sequenza di incontri tecnici. La struttura del programma mostra piuttosto la volontà di tenere insieme riflessione pubblica, testimonianze dirette e approfondimento specialistico, nel tentativo di raccontare un welfare che non si esaurisce nell’erogazione di servizi, ma si misura anche nella qualità delle relazioni, nella tutela dei diritti e nella capacità di leggere i cambiamenti sociali prima che diventino emergenze.
Storie personali e voci diverse per raccontare la città reale
La prima giornata sarà aperta anche da alcune testimonianze che restituiscono con immediatezza il volto concreto delle questioni sociali. Interverrà Farwa Sajid, avvocata praticante, che racconterà la propria esperienza di studentessa con background migratorio; prenderà poi la parola Taghreed Atef Abdelmagod Abusamra, profuga palestinese accolta a Milano insieme alla sua famiglia; sarà presente anche Davide, giovane che ha vissuto a lungo fuori dalla famiglia e che oggi sta compiendo un percorso verso l’autonomia accompagnato dai Servizi sociali del Comune.
La scelta di collocare queste voci all’inizio del Forum non ha soltanto un valore simbolico. Significa riconoscere che il welfare, prima ancora di essere oggetto di programmazione o di analisi, riguarda esistenze precise, percorsi spesso complessi, biografie che mettono alla prova la tenuta delle istituzioni e la qualità della risposta pubblica. In questo senso, la narrazione personale non sostituisce il ragionamento politico e tecnico, ma gli offre un fondamento reale e immediatamente comprensibile.
I valori che guidano il welfare milanese tra diritti, giustizia e inclusione
Uno dei momenti centrali della giornata sarà il confronto dedicato a “I valori che guidano il welfare milanese”, moderato dal giornalista Giampiero Rossi. Al tavolo parteciperanno figure provenienti da ambiti diversi ma accomunate da un ruolo di rilievo nel dibattito pubblico e istituzionale: Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe; Marta Cartabia, presidente emerita della Corte Costituzionale; Filippo Grandi, già alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati; Susanna Mantovani, garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Milano; Luigi Pagano, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune; Alice Redaelli, presidente del CIG Arcigay Milano; Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano; Erica Tossani, condirettrice di Caritas Ambrosiana.
La composizione del panel chiarisce il respiro del Forum: il welfare viene osservato come un campo nel quale si intrecciano sanità, giustizia, tutela delle differenze, protezione dei minori, accoglienza, contrasto all’esclusione e qualità delle istituzioni democratiche. Non una materia separata dal resto della vita pubblica, dunque, ma una chiave per leggere il funzionamento stesso della città e la sua capacità di non lasciare indietro chi attraversa condizioni di vulnerabilità.
Solitudini urbane, legami sociali e valutazione degli impatti
Nel pomeriggio, alle 14.30, il Forum affronterà un tema particolarmente sensibile nella vita contemporanea delle grandi città: “Contrastare le solitudini e costruire legami nella città complessa”. Il confronto riunirà l’analista socioeconomico Francesco Berlingieri, la direttrice di Wellness Foundation Federica Alberti, Carlo Asta di Better Together, Anna Bini, presidente dell’APS Sempreverdi presso la Casa di Quartiere Valdibondo, Paolo Larghi della cooperativa sociale La Strada, Mariella Luciani della Direzione Welfare e Salute del Comune di Milano, Franca Maino dell’Università degli Studi di Milano e Sara Mariazzi, presidente della cooperativa sociale Equa.
È un passaggio importante, perché riconosce nella solitudine una delle forme più diffuse e meno appariscenti del disagio urbano. Le città contemporanee, dense di persone ma non sempre di relazioni significative, richiedono infatti politiche capaci di ricostruire prossimità, fiducia e reti di sostegno. Parlare di legami, in questo contesto, significa interrogarsi sul ruolo dei quartieri, del terzo settore, dei servizi e delle comunità intermedie, cioè su tutto ciò che può ridurre la distanza tra individuo e città.
Alle 16.30 la prima giornata si concluderà con il panel “Fare bene welfare: analizzare i dati, valutare gli impatti”, a cui prenderanno parte Miriam Pasqui della Direzione Welfare e Salute del Comune di Milano, Ida Castiglioni dell’Università Bicocca, Stefania Sabatinelli del Politecnico di Milano, Marco Santambrogio, presidente di Fondazione Welfare Intelligence, e Paolo Venturi del Centro Studi sull’Economia Sociale.
Il titolo del panel richiama una questione decisiva: la qualità del welfare non dipende soltanto dalle intenzioni o dalla quantità delle risorse impiegate, ma dalla capacità di misurare gli effetti, leggere i dati e comprendere se le azioni intraprese producano davvero miglioramenti nella vita delle persone. È un tema essenziale in una stagione in cui le politiche pubbliche sono chiamate a essere non solo generose o ambiziose, ma anche verificabili, trasparenti e fondate su analisi serie.
Il Forum del Welfare proseguirà a Base Milano fino a venerdì 27 marzo, confermando l’intenzione del Comune di costruire uno spazio stabile di confronto su ciò che tiene insieme una città: la cura delle fragilità, la difesa dei diritti, la possibilità di costruire comunità e la responsabilità di dare alle politiche sociali una direzione chiara e condivisa.
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