Franchising e lavoro: perché Indeed e Assofranchising alzano l’asticella sul recruiting
26/01/2026
Con circa 295mila addetti occupati nelle reti e un giro d’affari che nel 2024 ha raggiunto 35,8 miliardi di euro, il franchising italiano continua a muoversi come un comparto “ad alta intensità di persone”: la crescita dei punti vendita e la capillarità territoriale rendono la gestione delle risorse umane un fattore determinante, spesso più della singola leva commerciale. A certificarlo sono i dati del Rapporto Assofranchising (realizzato da Nomisma) e le letture di mercato che, negli ultimi anni, hanno spinto anche i grandi player dell’incontro domanda-offerta a costruire servizi dedicati.
Un settore che corre, ma paga il prezzo della complessità operativa
Il franchising non è un monolite: convivono ristorazione, servizi, retail, logistica, beauty, immobiliare, ciascuno con stagionalità, turnazioni, picchi e micro-mercati del lavoro differenti. In questa geografia frammentata, assumere non significa soltanto “trovare personale”, ma farlo con tempi compatibili con l’apertura di un punto vendita, con standard di brand da rispettare e con un tasso di turnover che, in alcune filiere, può diventare fisiologico.
Per i franchisor la partita è doppia: da una parte garantire agli affiliati strumenti e processi replicabili, dall’altra proteggere l’esperienza del cliente finale, perché una rete cresce davvero solo se la qualità resta uniforme. È qui che la funzione HR smette di essere un costo di struttura e diventa un’infrastruttura: selezione, formazione, linguaggio comune delle competenze, metriche per misurare efficacia e tempi di copertura delle posizioni.
La risposta: una regia più “verticale” sul lavoro in franchising
La collaborazione tra Assofranchising e Indeed nasce proprio da questo bisogno di specializzazione: analizzare i flussi di candidature, capire dove si inceppano i processi, distinguere ciò che dipende dal mercato locale da ciò che dipende da job post, retribuzioni, turni, percorsi di crescita. In parallelo, la scelta di rafforzare un team dedicato al supporto delle aziende in franchising segnala una tendenza chiara: il recruiting generalista non basta più quando i volumi sono elevati e la rete richiede continuità.
In termini pratici, un approccio verticale può incidere su tre punti: qualità degli annunci (chiarezza su mansioni e orari, riduzione delle ambiguità), velocità di selezione (pipeline più corte, contatti più rapidi), e retention (inserimento e formazione pensati per ruoli spesso considerati “di passaggio”, ma decisivi per la reputazione del marchio). Se il franchising vale una quota significativa del valore aggiunto nazionale, la sua tenuta occupazionale passa anche da qui: rendere il lavoro più leggibile, più riconoscibile, più stabile.