Glutammina: benefici e funzioni
16/02/2026
La glutammina è uno degli amminoacidi più presenti nel corpo umano e svolge un ruolo centrale in numerosi processi fisiologici, che vanno dal supporto al sistema immunitario al mantenimento dell’integrità intestinale, fino alla partecipazione nei meccanismi di recupero muscolare. Viene classificata come amminoacido “condizionatamente essenziale”, poiché in condizioni normali l’organismo è in grado di sintetizzarla autonomamente, ma in situazioni di stress fisico intenso, malattia, traumi o allenamenti molto impegnativi la produzione endogena può non essere sufficiente a coprire il fabbisogno.
Presente in concentrazioni elevate nel sangue e nei muscoli scheletrici, la glutammina rappresenta una riserva di azoto fondamentale per numerose reazioni metaboliche. È coinvolta nella sintesi proteica, nella produzione di energia cellulare e nella regolazione dell’equilibrio acido-base. Per questo motivo viene spesso associata all’integrazione sportiva, ma le sue funzioni vanno ben oltre l’ambito dell’attività fisica.
Comprendere in modo preciso quali siano i benefici reali della glutammina, in quali contesti può risultare utile e quali siano i limiti dell’integrazione permette di orientarsi tra informazioni spesso semplificate o eccessivamente promozionali.
Cos’è la glutammina e quali funzioni svolge nell’organismo
Dal punto di vista biochimico, la glutammina è un amminoacido derivato dall’acido glutammico, caratterizzato da una struttura che le consente di trasportare azoto tra i tessuti, funzione cruciale per il metabolismo proteico e per la sintesi di nucleotidi, necessari alla replicazione cellulare. Nei muscoli rappresenta uno dei principali serbatoi di azoto e partecipa alla regolazione dei processi anabolici e catabolici.
Una delle funzioni più rilevanti riguarda il sistema immunitario: cellule come linfociti e macrofagi utilizzano la glutammina come fonte energetica primaria. In condizioni di stress metabolico, come infezioni o interventi chirurgici, il consumo di glutammina da parte del sistema immunitario aumenta in modo significativo. Una riduzione dei livelli plasmatici può essere associata a una risposta immunitaria meno efficiente.
La glutammina svolge inoltre un ruolo chiave nella salute intestinale, poiché le cellule dell’epitelio intestinale (enterociti) la utilizzano come principale substrato energetico. Contribuisce a mantenere l’integrità della barriera intestinale, favorendo il turnover cellulare e la funzione delle giunzioni strette, strutture che regolano il passaggio di sostanze tra lume intestinale e circolo sanguigno.
Un’altra funzione importante riguarda il mantenimento dell’equilibrio acido-base. Nei reni, la glutammina partecipa alla produzione di ammoniaca, un meccanismo che aiuta a tamponare l’eccesso di acidità nel sangue, contribuendo alla regolazione del pH.
In ambito neurologico, pur non essendo un neurotrasmettitore diretto, è precursore del glutammato e del GABA, due molecole fondamentali per la trasmissione nervosa. Questo aspetto sottolinea il suo ruolo indiretto anche nei processi cognitivi e nella regolazione dell’attività neuronale.
Glutammina e benefici per muscoli e recupero sportivo
Nel contesto dell’attività fisica intensa, la glutammina viene spesso associata al recupero muscolare e al supporto della sintesi proteica, soprattutto negli sport di resistenza e nel bodybuilding. Durante allenamenti prolungati o ad alta intensità, le concentrazioni plasmatiche di glutammina possono diminuire temporaneamente, riflettendo un aumento del consumo da parte dei tessuti.
Una delle ipotesi più diffuse è che l’integrazione possa favorire un recupero più rapido, riducendo il catabolismo muscolare e supportando i processi di riparazione delle fibre. Alcuni studi suggeriscono che, in condizioni di stress fisico elevato, l’assunzione di glutammina possa contribuire a mantenere l’equilibrio azotato e a limitare il calo della massa magra.
Va tuttavia precisato che, in soggetti sani con un’alimentazione adeguata e un apporto proteico sufficiente, l’effetto della supplementazione sulla crescita muscolare non appare marcato. Le proteine alimentari, infatti, forniscono già glutammina in quantità rilevanti, e l’organismo è generalmente in grado di sintetizzarla a partire da altri amminoacidi.
Un ambito in cui la glutammina può risultare più interessante è quello della prevenzione del calo immunitario post-allenamento, fenomeno osservato soprattutto negli atleti di endurance. Allenamenti molto intensi possono temporaneamente ridurre le difese immunitarie; mantenere livelli adeguati di glutammina potrebbe supportare una risposta immunitaria più efficiente in queste fasi.
In pratica, l’utilità dell’integrazione in ambito sportivo dipende da variabili come volume di allenamento, dieta, livello di stress e stato nutrizionale generale. Non rappresenta una soluzione universale per aumentare massa o forza, ma può avere un ruolo di supporto in contesti specifici.
Benefici della glutammina per l’intestino e il sistema immunitario
Oltre all’ambito sportivo, uno dei settori più studiati riguarda la relazione tra glutammina e salute intestinale, poiché le cellule che rivestono l’intestino tenue utilizzano questo amminoacido come fonte energetica preferenziale. In condizioni di stress, malnutrizione o patologie gastrointestinali, i livelli di glutammina possono ridursi, compromettendo la funzionalità della barriera intestinale.
Un’alterazione della permeabilità intestinale, talvolta indicata come “aumento della permeabilità”, è stata associata a stati infiammatori e disturbi digestivi. La glutammina contribuisce al mantenimento dell’integrità delle giunzioni tra le cellule epiteliali, supportando la struttura della mucosa.
In ambito clinico, viene utilizzata come supporto nutrizionale in pazienti sottoposti a interventi chirurgici, traumi o trattamenti oncologici, contesti nei quali il fabbisogno può aumentare. In questi casi, la supplementazione avviene sotto controllo medico e con dosaggi specifici, inseriti in protocolli nutrizionali strutturati.
Per quanto riguarda il sistema immunitario, la glutammina rappresenta un substrato energetico per cellule coinvolte nella risposta immunitaria. In condizioni di forte stress metabolico, un adeguato apporto può contribuire al mantenimento della funzionalità immunitaria. Questo non significa che l’integrazione prevenga infezioni in soggetti sani, ma che può essere un supporto in situazioni di particolare richiesta fisiologica.
È importante distinguere tra uso clinico, che avviene in contesti controllati, e integrazione autonoma, che dovrebbe sempre tenere conto dello stato di salute generale.
Dosaggi, modalità di assunzione e sicurezza
La glutammina è disponibile sotto forma di polvere o capsule e viene spesso assunta sciolta in acqua o in bevande post-allenamento. Nei contesti sportivi, i dosaggi più comuni variano tra 5 e 10 grammi al giorno, suddivisi eventualmente in due somministrazioni.
In ambito clinico, i dosaggi possono essere superiori, ma sempre sotto supervisione medica. Per la popolazione generale, l’assunzione tramite alimentazione è spesso sufficiente, considerando che alimenti proteici come carne, pesce, uova, latticini e legumi contengono quantità significative di glutammina o dei suoi precursori.
Dal punto di vista della sicurezza, la glutammina è generalmente ben tollerata quando assunta nelle dosi raccomandate. Effetti collaterali sono rari e possono includere disturbi gastrointestinali lievi, soprattutto in caso di dosaggi elevati. In presenza di patologie renali o epatiche, l’integrazione dovrebbe essere valutata con un professionista sanitario.
Un aspetto spesso trascurato riguarda il contesto nutrizionale complessivo: integrare glutammina senza un adeguato apporto proteico o calorico difficilmente produce benefici evidenti. La supplementazione dovrebbe essere considerata come parte di una strategia più ampia, che includa alimentazione equilibrata, recupero adeguato e gestione dello stress.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to