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Il valore del verde, raccontato dai Comuni: idee pratiche, risultati misurabili

22/01/2026

Il valore del verde, raccontato dai Comuni: idee pratiche, risultati misurabili

A Palazzo Lombardia il verde è uscito dalla categoria delle buone intenzioni e si è presentato per quello che, nella vita amministrativa, conta davvero: un insieme di scelte quotidiane che cambiano il volto di un quartiere, la qualità di un percorso casa-scuola, la relazione tra cittadini e spazio pubblico. L’evento “Il valore del verde: storie di cura dai nostri territori” ha messo al centro i Comuni saliti sul podio del contest fotografico della Giornata del Verde Pulito 2025, premiati lo scorso 25 settembre e invitati a raccontare, in auditorium, cosa significa trasformare una politica ambientale in interventi che reggono la prova del territorio.

Alla giornata ha partecipato l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, che ha insistito su un punto spesso evocato e raramente spiegato con chiarezza: la transizione ecologica ha senso soltanto se parte dai contesti locali, valorizzandone le specificità e coinvolgendo amministrazioni, imprese e cittadini. L’obiettivo dichiarato è un percorso concreto, capace di tenere insieme tutela ambientale, sviluppo economico e sostenibilità sociale; la parola chiave, nel suo intervento, è stata “pragmatismo”, inteso come capacità di replicare buone pratiche, non come slogan da convegno.

Dalle foto ai cantieri: telecamere, scuole, mobilità e rifiuti elettronici

I progetti presentati disegnano una mappa di priorità molto riconoscibile: prevenzione dell’abbandono dei rifiuti, educazione ambientale costruita su esperienze, gestione più intelligente del verde urbano, attenzione ai flussi quotidiani che producono emissioni e traffico. Le telecamere contro le microdiscariche e i conferimenti abusivi, per esempio, non raccontano solo controllo: parlano di presidio, di deterrenza, di tutela del bene comune quando il decoro diventa un costo ripetuto. Sul fronte educativo, gli incontri nelle scuole dedicati all’economia circolare e alla moda sostenibile spostano l’attenzione dal “riciclo” come gesto finale al consumo come scelta iniziale, dove si decidono spreco e impatto.

In parallelo, iniziative come il Piedibus mostrano un’idea di mobilità sostenibile che non si limita a invitare a “camminare di più”: costruisce percorsi sicuri, coinvolge i bambini, rende la città un luogo praticabile e non soltanto attraversabile.

Piccoli Comuni: natura come infrastruttura culturale

Aprica ha portato un modello fortemente legato al turismo naturalistico e all’educazione ambientale sul campo. L’Osservatorio Eco-Faunistico Alpino, ideato dal biologo Bernardo Pedroni, si estende su oltre 25 ettari e propone un itinerario che consente l’osservazione in semilibertà e sicurezza di fauna alpina, includendo un’area dedicata a due esemplari di orso bruno delle Alpi. Accanto, la “Galleria delle Emozioni nella Natura” lavora sull’esperienza immersiva, tra diorami, ricostruzioni scenografiche e percorsi interattivi; la Riserva Naturale Pian di Gembro aggiunge un valore di biodiversità, con una torbiera glaciale ricca di specie rare e percorsi tematici fruibili in ogni stagione.

Remedello ha scelto una direzione diversa: un progetto educativo strutturato con la C.B.B.O., rivolto alle scuole, che nell’edizione “Ricuci il Futuro” affronta la moda “usa e getta” e prova a formare consumatori più consapevoli. Ballabio ha invece messo in evidenza un pacchetto operativo: riapertura e messa in sicurezza del Centro di Raccolta Comunale, centro provvisorio limitrofo, telecamere in località Valpozza e la nascita dell’associazione “Amici degli stradini”, pensata come supporto civico alla cura del territorio.

Comuni medi: gestione del verde e responsabilità condivisa

Olginate ha presentato il Piedibus, abbinando mobilità sostenibile e riqualificazione partecipata, con i bambini della primaria coinvolti in modo attivo. Il progetto “Verde Pubblico” punta invece a una gestione strategica del patrimonio verde, indispensabile quando alberature, parchi e aiuole diventano infrastruttura urbana e richiedono pianificazione, manutenzione e visione paesaggistica.

Sarezzo ha illustrato “Caccia al RAEE”, con interventi formativi nelle classi prime su economia circolare e “5 R”, un contenitore dedicato alla raccolta dei piccoli rifiuti elettronici, la personalizzazione da parte delle classi e un passaggio pratico fino al conferimento. Orzinuovi, menzione speciale, ha portato la storia del gruppo Volontari del Verde Pulito: un lavoro di sensibilizzazione contro l’abbandono dei rifiuti, costruito con scuole e associazioni, con uno sguardo alle prospettive future, come il progetto “Piazza diventa green”, pensato per legare memoria e trasformazione urbana.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.