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Lavoro domestico: la Lombardia prima regione in Italia con 1,7 miliardi di spesa delle famiglie

05/03/2026

Lavoro domestico: la Lombardia prima regione in Italia con 1,7 miliardi di spesa delle famiglie

La Lombardia si conferma la prima regione italiana per il lavoro domestico. Nel 2024 le famiglie lombarde hanno destinato a questo settore 1,7 miliardi di euro, generando un impatto economico complessivo di 3,9 miliardi di euro sul PIL regionale, pari allo 0,9% del totale.

È quanto emerge dal 7° rapporto annuale dell’Osservatorio Domina, presentato a Palazzo Lombardia alla presenza dell’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini.

Il report, promosso da DOMINA – Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico, offre una fotografia aggiornata di un settore centrale per il welfare familiare e per l’assistenza alle persone fragili.

Oltre 158 mila lavoratori domestici in Lombardia

Nel 2024 in Lombardia risultano 158.378 lavoratori domestici regolarmente registrati, con una leggera prevalenza delle colf (55,6%) rispetto alle badanti.

Tuttavia negli ultimi tre anni il settore ha registrato una flessione:

  • colf: -23,2%

  • badanti: -3,6%

Complessivamente, tra datori di lavoro e lavoratori domestici si contano 328.362 persone, pari al 3,3% della popolazione regionale.

Secondo l’assessore Lucchini, questi dati rappresentano uno strumento importante per comprendere i bisogni delle famiglie e le trasformazioni di un comparto fondamentale per il sistema di welfare.

Il profilo dei datori di lavoro domestico

In Lombardia si contano 169.984 famiglie datrici di lavoro domestico, in calo del 13,6% rispetto al 2021.

L’età media dei datori di lavoro è 68,1 anni, un dato che riflette l’importanza dell’assistenza domestica per la popolazione anziana.

Dal punto di vista demografico:

  • 54,3% sono donne

  • 45,7% uomini

  • 9,8% grandi invalidi

La maggioranza dei datori di lavoro è italiana (92,9%), mentre gli stranieri rappresentano il 7,1%.

La spesa media annua per famiglia destinata al lavoro domestico è pari a 9.796 euro.

Un settore prevalentemente femminile e straniero

Il lavoro domestico in Lombardia presenta una forte componente femminile: l’88,2% dei lavoratori è donna.

Anche la presenza straniera è molto elevata, pari al 79,7% del totale. La provenienza dei lavoratori si distribuisce principalmente tra:

  • Europa dell’Est (30,1%)

  • Asia (21,6%)

  • America Latina (21,1%)

Gli italiani rappresentano invece circa il 20,3% dei lavoratori domestici.

Inoltre il 26,6% dei lavoratori vive nella stessa abitazione del datore di lavoro, evidenziando la diffusione del lavoro domestico convivente.

Milano al centro del lavoro domestico regionale

La distribuzione territoriale del lavoro domestico mostra una forte concentrazione nella provincia di Milano.

Qui si trova:

  • quasi il 60% delle colf

  • oltre il 40% delle badanti

Rispetto alla popolazione residente, in Lombardia si registrano in media 8,8 colf ogni 1.000 abitanti, con un picco di 16 a Milano.

Le badanti sono invece 9,2 ogni 100 anziani, con valori superiori al 10% a Milano e Monza.

Le politiche regionali per sostenere le famiglie

La Regione Lombardia ha attivato diverse misure di sostegno per favorire l’assistenza domiciliare e la regolarizzazione del lavoro domestico.

Tra queste:

  • misure B1 e B2 per la non autosufficienza

  • voucher mensili di sostegno

  • Bonus assistenti familiari, che contribuisce alle spese previdenziali sostenute dalle famiglie

Secondo l’assessore Lucchini, queste politiche hanno un duplice obiettivo: sostenere economicamente i nuclei familiari e promuovere legalità e tutela dei diritti dei lavoratori.

L’invecchiamento della popolazione cambierà il settore

Le proiezioni demografiche dell’Istat indicano che entro il 2050 la popolazione anziana in Lombardia crescerà del 72,7%.

Gli over 65 potrebbero arrivare a 1,3 milioni di persone, pari al 12,9% della popolazione regionale, mentre il numero dei bambini diminuirebbe di circa 100 mila unità.

Questo scenario renderà sempre più centrale il ruolo dell’assistenza domiciliare e del lavoro di cura.

Il problema del lavoro nero

Secondo Lorenzo Gasparrini, uno dei principali ostacoli allo sviluppo del settore resta il lavoro irregolare.

Molte famiglie, per contenere i costi, ricorrono ancora al lavoro sommerso, con conseguenze negative sia per i lavoratori sia per il sistema di welfare.

Tra le proposte avanzate dall’associazione per incentivare la regolarità figurano:

  • cashback sui contributi INPS

  • utilizzo parziale della NASpI come incentivo all’assunzione stabile

  • detrazione fiscale del 10% sui costi del lavoro domestico

Misure che, secondo DOMINA, potrebbero rendere la regolarità non solo un obbligo, ma anche una scelta conveniente per famiglie e lavoratori.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to