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Le due transizioni nel terziario lombardo: sostenibilità e IA senza lasciare indietro le piccole imprese

25/02/2026

Le due transizioni nel terziario lombardo: sostenibilità e IA senza lasciare indietro le piccole imprese

Nel terziario lombardo la sostenibilità non è più una bandierina: è diventata una leva di gestione, con ricadute su costi, reputazione, organizzazione interna. È la lettura proposta da Carlo Massoletti, vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia, intervenendo a margine della presentazione della nona edizione del “Rapporto Lombardia” di PoliS Lombardia, ospitata il 24 febbraio 2026. Il rapporto, storicamente centrato sulla sostenibilità, quest’anno integra in modo esplicito il tema dell’intelligenza artificiale come fattore di competitività e di trasformazione sociale.

Un terziario che investe: green ormai nel “lavoro ordinario”

I numeri che Confcommercio Lombardia porta sul tavolo descrivono un sistema che si muove. Quasi il 90% delle imprese del terziario (commercio, turismo, servizi, trasporti) dichiara investimenti in sostenibilità nell’ultimo triennio e il 62% prevede nuovi interventi nel prossimo biennio, con un’attenzione particolare a efficienza energetica, materiali e mezzi a minore impatto.

Accanto alla dimensione ambientale, le aziende stanno allargando il perimetro alla componente sociale e di governance: secondo l’indagine, una parte significativa dichiara cambiamenti nel modello di business e cresce l’adozione di politiche di welfare interno. In altre parole, la sostenibilità si sta spostando dal “progetto speciale” al modo in cui si decide, si assume, si investe.

L’IA come acceleratore: promesse concrete, ostacoli molto pratici

Il Rapporto Lombardia 2025 mette al centro il nodo dell’IA “responsabile” e del rischio di nuovi divari, insistendo su formazione continua e strumenti di governo, perché la tecnologia non diventi un moltiplicatore di disuguaglianze.

Sul fronte imprese, un’indagine di Format Research per Confcommercio Lombardia indica che oltre quattro aziende su dieci già utilizzano l’intelligenza artificiale e la quota potrebbe arrivare al 62,1% nel 2026. Per il terziario, l’uso non è solo “innovazione di immagine”: può significare riduzione dello spreco alimentare, gestione più efficiente dell’energia, ottimizzazione di processi e stock.

Qui si innesta la frase-chiave di Massoletti: le due transizioni devono diventare a misura di micro e piccole imprese. Equilibrio normativo, formazione e misure mirate sono la condizione perché la spinta a investire non si schianti contro margini compressi e carenza di competenze.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.