Lombardia, riscritta la Legge 6 sui trasporti: nuova governance, biglietto digitale unico e più sicurezza
18/01/2026
La revisione della Legge regionale 6 segna una svolta nel modo in cui la Lombardia intende governare il trasporto pubblico e, più in generale, la mobilità. Il Consiglio regionale ha approvato un pacchetto di modifiche che mette al centro tre obiettivi concreti: rafforzare la regia della Regione nei rapporti con le Agenzie TPL, costruire un sistema tariffario davvero integrato attraverso la bigliettazione digitale, alzare l’asticella su sicurezza e qualità dei servizi, con interventi che toccano anche la navigazione interna e l’organizzazione dei Comuni rivieraschi.
L’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente rivendica un lavoro durato oltre un anno e sottolinea un dato politico-amministrativo che spiega l’impianto della riforma: finora la Regione, pur sostenendo investimenti significativi, aveva un peso limitato dentro le Agenzie, con una partecipazione indicata al 10%. La nuova impostazione mira a rendere più coerente la catena decisionale: chi programma e finanzia deve poter incidere con maggiore efficacia su priorità, standard e allocazione delle risorse.
Regione fuori dalle Agenzie, ma più forte nella regolazione: nasce il Comitato regionale TPL
Il punto più delicato è la governance. La riforma prevede l’uscita di Regione Lombardia dalle Agenzie TPL, scelta che potrebbe sembrare controintuitiva se letta solo in termini di “presenza”. In realtà, l’obiettivo dichiarato è opposto: potenziare la funzione di regolazione e coordinamento con strumenti più stringenti, attraverso direttive vincolanti e un rafforzamento della programmazione regionale.
Il perno operativo sarà il nuovo Comitato regionale del trasporto pubblico, composto dall’assessore e dai presidenti delle Agenzie. Tra i compiti assegnati: consultazioni preventive sugli atti delle Agenzie per verificarne la coerenza con indirizzi e direttive regionali, coordinamento delle funzioni tra i soggetti coinvolti, controllo dello stato di avanzamento di interventi finanziati con risorse regionali, raccolta di indicazioni per migliorare qualità, efficienza ed efficacia dei servizi, con un confronto periodico anche con organizzazioni di categoria e sindacati. È un impianto che punta a ridurre frammentazioni e disallineamenti tra bacini, tema che pesa soprattutto quando l’utenza attraversa confini amministrativi ogni giorno.
Biglietto unico digitale e “best fare”: verso un sistema interoperabile
La parte più visibile per i cittadini è la spinta sull’integrazione tariffaria e modale. La Legge 6 aggiornata sostiene un modello di bigliettazione digitale interoperabile tra i diversi sistemi di bacino realizzati dalle Agenzie, con l’idea di rendere possibile l’uso di autobus, treni, tram, metropolitane e battelli con un unico accesso digitale e un’unica logica di pagamento.
Il progetto viene descritto come fondato sul “best fare”: la tariffa viene calcolata automaticamente scegliendo la soluzione più conveniente in base al viaggio effettuato. Nella fase di test, che coinvolge il bacino Milano–Monza (con i sistemi citati per l’area), è prevista la coesistenza con la bigliettazione magnetico-elettronica; dal 2028 l’impianto dovrebbe diventare completamente digitale. La promessa è doppia: semplificazione per l’utente e uniformità per il sistema, due condizioni che, se rispettate, riducono barriere d’accesso e migliorano l’attrattività del trasporto pubblico rispetto all’auto privata.
Sicurezza, aree svantaggiate e navigazione: gli altri capitoli della riforma
La revisione della legge dedica spazio alla sicurezza a bordo, anche con la possibilità di prevedere nuove forme di agevolazione per appartenenti a Forze Armate, Polizia locale e Forze dell’Ordine, riconoscendo un ruolo di presidio che incide sulla serenità di viaggiatori e personale di bordo. Sul piano territoriale viene indicata anche una maggiore attenzione alle aree svantaggiate, con più risorse, mentre sul fronte amministrativo si parla di adeguamento alla disciplina statale per gli affidamenti dei servizi da parte delle Agenzie e per il trasporto ferroviario, per evitare zone grigie e contenziosi.
C’è infine un capitolo spesso considerato “di nicchia” ma decisivo per i territori lacustri: la disciplina della navigazione viene riordinata, accorpando norme nazionali e regionali ancora vigenti per arrivare a un quadro più armonizzato. In questo contesto, i Comuni rivieraschi dovranno associarsi obbligatoriamente alle Autorità di bacino competenti, così da avere un unico interlocutore anche per gli organi di vigilanza: una misura che mira a rendere più lineare la governance dei servizi e dei controlli.