Lombardia, stop alle misure temporanee anti-smog: da martedì 20 gennaio rientra il “primo livello” in cinque province
20/01/2026
I rilevamenti di ARPA Lombardia di domenica 18 gennaio 2026 hanno registrato il rientro entro il valore limite giornaliero del PM10 nelle province di Monza e Brianza, Como, Bergamo, Brescia e Mantova. Alla luce di questi dati e di previsioni meteo considerate favorevoli alla dispersione degli inquinanti, da martedì 20 gennaio 2026 vengono disattivate le misure temporanee antinquinamento di primo livello nei territori coinvolti.
La scelta non è un “liberi tutti” né un cambio di rotta: è l’applicazione di un meccanismo automatico previsto dalle regole regionali sulle limitazioni temporanee, aggiornate anche dalla DGR XII/5613 del 12 gennaio 2026, che ha modificato disposizioni e criteri collegati alle attivazioni nel semestre invernale.
Cosa cambia da martedì 20: cosa si spegne e perché
Le misure di primo livello sono quelle restrizioni che scattano quando l’accumulo di polveri sottili supera determinate soglie e che, in via generale, incidono su traffico e combustioni, con l’obiettivo di abbassare rapidamente le concentrazioni. La loro disattivazione avviene quando i dati certificano un rientro nei parametri e quando le condizioni meteorologiche non suggeriscono nuovi picchi a breve.
Il riferimento tecnico, per capire la logica, è semplice: per il PM10 il limite giornaliero è 50 µg/m³ come media giornaliera (con un numero massimo di superamenti annui). Quando i valori tornano sotto quel livello nelle aree interessate, la Regione può revocare le misure temporanee attivate in precedenza.
Dove informarsi e come ricevere gli avvisi senza inseguire i comunicati
Chi vive o si sposta tra le province coinvolte ha un punto di riferimento pratico: InfoAria, il portale regionale che raccoglie lo stato di attivazione/disattivazione delle misure temporanee e le indicazioni operative collegate. Il sito mette a disposizione anche un sistema di notifiche: l’alert si attiva previa registrazione, utile per evitare di scoprire le variazioni all’ultimo minuto, soprattutto per chi usa l’auto per lavoro o gestisce spostamenti familiari con orari rigidi.
Vale la pena tenere a mente un aspetto: le misure temporanee sono per definizione “mobili”. Se le concentrazioni tornano a salire e le condizioni atmosferiche favoriscono l’accumulo (inversioni termiche, assenza di vento, stabilità), la procedura può riattivarsi, con tempi anche rapidi. Per questo il canale più affidabile resta il monitoraggio sui portali regionali dedicati, integrato dai dati ARPA.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to