Mercati energetici sotto stress: FIGISC segnala scatti del Brent e balzo del gasolio a Londra
03/03/2026
Le tensioni geopolitiche nell’area mediorientale tornano a riflettersi con forza sulle quotazioni energetiche, riaprendo una dinamica ben nota agli operatori: quando aumenta l’incertezza su rotte, approvvigionamenti e stabilità regionale, la prima reazione dei mercati è una corsa al premio di rischio. In una nota, FIGISC Confcommercio parla di forte volatilità nelle contrattazioni internazionali, con movimenti rapidi e marcati sia sul greggio sia sui prodotti raffinati.
Secondo le elaborazioni del Centro Studi FIGISC, nelle prime ore di seduta il Brent è salito da 72,87 a 78,44 dollari/barile (ore 12), dopo un massimo intraday di 80,19: uno scatto che la Federazione quantifica in +7,6% rispetto ai valori di apertura. Un andamento che trova riscontro nel quadro più ampio delle quotazioni di fine febbraio e inizio marzo: ad esempio, Trading Economics segnala il Brent a 72,87 USD/bbl il 27 febbraio 2026 e sopra quota 79 USD/bbl il 2 marzo 2026, con ulteriori rialzi il giorno successivo.
Sul fronte dei raffinati, l’oscillazione appare ancora più accentuata. FIGISC indica per il gasolio quotato a Londra un passaggio da 752,75 a 879,75 dollari/tonnellata (ore 12), con un picco mattutino di 920,12: +16,9% rispetto ai valori iniziali. In questo tipo di sedute, il differenziale tra greggio e derivati è un segnale da non sottovalutare: i prodotti raffinati “prezzano” in modo più diretto l’ansia sulla logistica e sulla continuità delle consegne, perché sono l’ultimo anello prima dei consumi reali.
Cosa muove davvero le quotazioni: rischio, logistica, aspettative
L’aumento descritto da FIGISC riflette l’immediata risposta del mercato alle incognite sui flussi: un’interruzione anche temporanea, o la sola percezione di un possibile blocco, spinge i trader a ricollocare posizioni e coperture in poche ore. È il motivo per cui i grafici “si strappano” con facilità in presenza di notizie su attacchi, minacce alle rotte marittime, irrigidimenti diplomatici o escalation militari. In parallelo, la componente finanziaria amplifica il movimento: stop-loss, ricoperture e operazioni di hedging si sommano, alimentando accelerazioni intraday.
Prezzi alla pompa: perché l’effetto non è immediato, ma può arrivare
FIGISC avverte che eventuali effetti sui prezzi al consumo potrebbero manifestarsi nei prossimi giorni, in funzione dell’evoluzione delle quotazioni dei raffinati e delle dinamiche complessive di mercato. Il passaggio non è istantaneo: tra quotazioni internazionali, approvvigionamenti, tempi tecnici di trasferimento lungo la filiera e politica commerciale delle reti, c’è un intervallo che può attenuare o ritardare l’impatto. Ma quando i derivati (come il gasolio) corrono più del greggio, la probabilità che il segnale si traduca in pressione sui listini aumenta.
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