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Musica nei locali: Confcommercio rinnova l’intesa con SCF per il 2026, sconto del 30% agli associati

27/01/2026

Musica nei locali: Confcommercio rinnova l’intesa con SCF per il 2026, sconto del 30% agli associati

Per chi diffonde musica registrata in negozi, bar, ristoranti o strutture ricettive, il 2026 si apre con una novità operativa che incide direttamente sui costi e sulle modalità di pagamento. Confcommercio e SCF hanno rinnovato la convenzione anche per l’anno in corso: agli associati è riconosciuto uno sconto del 30% sul compenso dovuto a SCF per l’utilizzo in pubblico di musica registrata, cioè sui cosiddetti diritti connessi al diritto d’autore.

SCF è una società di collecting che, in Italia, si occupa di raccogliere e distribuire i compensi spettanti a produttori discografici e artisti interpreti ed esecutori quando brani registrati vengono diffusi in ambienti aperti al pubblico. È importante chiarire subito un punto che, nella pratica, genera spesso confusione: i diritti connessi non coincidono con il diritto d’autore gestito da SIAE. Il diritto d’autore tutela l’opera e i suoi autori; i diritti connessi tutelano invece chi quella musica l’ha prodotta e interpretata. In questo schema, SCF rappresenta i produttori fonografici, mentre per gli artisti operano soggetti come AIE e Nuovo IMAIE.

Diritti connessi e diritto d’autore: cosa cambia per chi usa musica d’ambiente

Per un’attività commerciale, “musica d’ambiente” significa avere un sottofondo che accompagna clienti e lavoratori, creando atmosfera e identità. Dal punto di vista dei permessi, però, non basta ragionare in termini generici: la diffusione di musica registrata in pubblico comporta la gestione di obblighi diversi, e la convenzione Confcommercio–SCF incide proprio su uno di questi, alleggerendo l’importo dovuto ai produttori e agli artisti tramite SCF.

La convenzione è particolarmente rilevante per le imprese che utilizzano playlist, radio, compilation o qualsiasi musica registrata in spazi accessibili al pubblico. Il messaggio, per gli operatori, è duplice: da un lato la possibilità di ridurre la spesa, dall’altro la necessità di tenere in ordine la posizione, distinguendo bene cosa si paga e a chi.

Incasso tramite SIAE: pagamenti più semplici, scadenze separate

La parte più pratica riguarda le modalità di riscossione. Per il 2026, SIAE, su mandato di SCF e Nuovo IMAIE, cura anche l’incasso dei diritti connessi legati alla musica d’ambiente, includendo gli esercizi commerciali e applicando le tariffe agevolate riservate ai soci Confcommercio. In altre parole, molte imprese potranno versare diritti connessi e diritto d’autore nello stesso circuito, recandosi presso gli sportelli SIAE.

Chi sceglie il pagamento tramite MAV riceverà dalla SIAE – via PECdue bollettini distinti:

  • uno per il rinnovo dell’abbonamento musica d’ambiente relativo al diritto d’autore, con scadenza 28 febbraio;

  • uno per l’abbonamento musica d’ambiente relativo ai diritti connessi, con scadenza 31 maggio.

È un dettaglio che conviene segnare in agenda: due pagamenti diversi, due scadenze diverse, stesso obiettivo – regolarizzare l’utilizzo della musica in pubblico senza sorprese.

Per conoscere l’importo effettivo, che varia in base a tipologia dell’attività e caratteristiche del locale, l’indicazione resta quella più prudente: contattare la propria associazione di riferimento per le tariffe e per verificare l’applicazione corretta dello sconto.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to