Niguarda, l’Ospedale Olimpico della Lombardia prende forma
30/01/2026
Con il completamento degli interventi strutturali e organizzativi, l’Ospedale Niguarda si presenta come Ospedale Olimpico della Lombardia in vista dei Giochi Invernali Milano Cortina 2026. Un passaggio che non riguarda soltanto l’adeguamento a un grande evento sportivo, ma introduce un modello di gestione dell’emergenza capace di incidere in modo duraturo sul sistema sanitario regionale.
Il cuore dell’intervento è il Pronto Soccorso, che con oltre 104mila accessi annui rappresenta uno dei più grandi e complessi d’Italia. Qui sono stati realizzati percorsi completamente separati e dedicati alla famiglia olimpica, pensati per garantire assistenza specialistica agli atleti senza interferire con l’attività ordinaria rivolta ai cittadini. Un equilibrio non scontato, ottenuto attraverso una progettazione che ha integrato spazi, tecnologie e risorse professionali.
Un sistema dedicato tra Pronto Soccorso, reparto e centrale di controllo
Il nuovo Pronto Soccorso Olimpico dispone di un accesso diretto e indipendente, di una stanza isolata con filtro e di un’area open space con postazioni attrezzate, affiancate da stanze di degenza. A questo si aggiunge il Reparto Olimpico, collocato al terzo piano del Padiglione 16, con camere pensate per accogliere paziente e accompagnatore, dotate di servizi dedicati e impianti per l’assistenza semintensiva.
Elemento strategico dell’intero assetto è la Centrale Olimpica, una cabina di regia che consente il monitoraggio in tempo reale delle risorse sanitarie: posti letto, terapie intensive, diagnostica, sale operatorie e disponibilità del personale. La centrale abilita anche servizi di telemedicina e teleconsulto, a supporto dei presìdi coinvolti nelle aree olimpiche, rafforzando il coordinamento tra ospedali e territorio.
Una legacy che guarda oltre i Giochi
Per il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’intervento rappresenta un investimento che va oltre l’orizzonte olimpico. Le nuove strutture e i percorsi separati migliorano l’efficienza complessiva del Pronto Soccorso, riducono i tempi di attesa e rafforzano la capacità di risposta nelle emergenze, lasciando ai cittadini un’eredità concreta e misurabile.
Sulla stessa linea il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, che ha sottolineato il valore di strutture d’eccellenza riconosciute anche a livello internazionale. L’Ospedale Olimpico di Niguarda diventa così parte integrante della legacy dei Giochi, esempio di come un grande evento possa accelerare processi di innovazione già in atto.
Il dato forse più significativo resta operativo: i lavori sono stati realizzati senza mai interrompere l’attività del Pronto Soccorso. Una scelta che racconta la capacità del sistema lombardo di coniugare continuità assistenziale e trasformazione organizzativa. Con oltre 300 persone assistite ogni giorno e quasi 1.000 grandi traumi gestiti ogni anno, Niguarda si conferma un hub dell’emergenza pronto ad affrontare la sfida olimpica e, al tempo stesso, a rafforzare il servizio sanitario pubblico nel lungo periodo.
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