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Palazzo Lombardia celebra Enzo Cacciola: cinquant’anni di pittura tra materia e memoria

05/02/2026

Palazzo Lombardia celebra Enzo Cacciola: cinquant’anni di pittura tra materia e memoria

È stata inaugurata allo Spazio IsolaSet di Palazzo Lombardia la mostra 50 anni di pittura, ampia antologica dedicata a Enzo Cacciola, tra le voci più riconoscibili della pittura analitica italiana. L’apertura è avvenuta alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura Gianluca Comazzi, che ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: portare l’arte negli spazi istituzionali come gesto concreto di apertura, dialogo e restituzione culturale ai cittadini.

Ospitare l’opera di Cacciola negli ambienti di Regione Lombardia significa affermare una visione delle istituzioni come luoghi vivi, capaci di accogliere linguaggi complessi e riflessioni profonde. La sua ricerca, incentrata sul rapporto tra materia, tempo e memoria, entra in risonanza con l’idea di territorio come spazio attraversato, trasformato, stratificato, mai statico.

Un protagonista della pittura analitica italiana

Nato ad Arenzano nel 1945, Enzo Cacciola è considerato uno degli esponenti più significativi della pittura analitica, il movimento sviluppatosi in Italia a partire dai primi anni Settanta per riaffermare la centralità della pittura in un contesto segnato da forti tensioni concettuali. La sua opera non si limita alla superficie o al risultato visivo, ma indaga il processo stesso del fare pittura, mettendo in discussione strumenti, materiali e regole del linguaggio pittorico.

Dopo una fase iniziale fortemente legata all’analisi del medium, Cacciola ha attraversato un ritorno alla pittura di matrice concettuale, per poi riprendere, a partire dagli anni Duemila, una ricerca coerente e rigorosa basata sull’uso di materiali industriali. Multigum, viti e bulloni diventano elementi strutturali dell’opera, non semplici supporti, ma parti attive di un processo che lega l’analiticità dell’atto creativo al risultato formale.

Materiali, superficie e nuove sperimentazioni

Le opere presentate in mostra raccontano questa evoluzione con chiarezza. Dittici quasi monocromi, affiancati e connessi, restituiscono una pittura che si costruisce per accumulo, tensione, relazione. Nell’ultimo quadriennio, Cacciola ha introdotto un’ulteriore variabile: la tela di jeans, che interagisce con il multigum generando nuove possibilità di lettura e ampliando il dialogo tra materiali di diversa origine ed estetica.

Per l’artista, la pittura resta una sfida continua alle regole. Un territorio di confronto in cui materiali estranei alla tradizione entrano “di forza” nella categoria dell’arte, mettendo alla prova convenzioni e accademismi. È in questo attrito che il suo lavoro trova senso, mantenendo una carica provocatoria mai gridata, ma costante e consapevole.

Un percorso curatoriale lungo mezzo secolo

Curata da Alberto Fiz, la mostra ripercorre l’indagine artistica di Cacciola dal 1970 a oggi attraverso 49 opere, offrendo una lettura ampia e coerente di oltre cinquant’anni di lavoro. Il percorso espositivo consente di cogliere continuità e trasformazioni, restituendo la complessità di una ricerca che ha saputo rinnovarsi senza perdere rigore.

La rassegna è visitabile tutti i giorni, festivi compresi, dalle 10 alle 19, e resterà aperta fino al 23 febbraio. Un’occasione significativa per avvicinarsi a una pittura che chiede tempo, attenzione e disponibilità al confronto, lasciando allo spettatore non una risposta immediata, ma una traccia destinata a durare.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.