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Palazzo Lombardia espone “Naturarte olimpica”: quando la montagna incontra il Duomo

24/02/2026

Palazzo Lombardia espone “Naturarte olimpica”: quando la montagna incontra il Duomo

A Palazzo Lombardia arriva una tela che prova a tenere insieme due immaginari potentissimi, spesso raccontati separatamente: la natura come scenario, lo sport come linguaggio condiviso. “Naturarte olimpica”, opera di Gianluca Piotti, viene ospitata nella sede della Regione come omaggio alle Olimpiadi Milano Cortina 2026, scegliendo due simboli immediatamente riconoscibili della manifestazione: le vette di una montagna e il Duomo di Milano. Non è un dettaglio estetico, ma una dichiarazione d’intenti: l’evento olimpico, soprattutto in una geografia come quella lombarda e alpina, vive di un equilibrio delicato tra città e territorio, tra architetture identitarie e paesaggi che chiedono rispetto, cura, misura.

La tela nasce all’interno di un percorso già avviato. È infatti parte della mostra “Arte in vetta. Emozioni tra neve e futuro”, che a gennaio ha animato Varese con i lavori degli artisti dell’associazione Contemporary Arte&Ambiente APS. Portarla ora a Palazzo Lombardia significa farla dialogare con un luogo istituzionale, dove le scelte sul territorio — infrastrutture, patrimonio, sostenibilità — smettono di essere concetti astratti e diventano decisioni.

Un’immagine-simbolo per Milano Cortina 2026

“Naturarte olimpica” mette in scena una doppia verticalità: quella naturale delle montagne e quella urbana del Duomo. È un accostamento che funziona perché non cerca l’effetto cartolina; suggerisce, piuttosto, una continuità. Le vette evocano la dimensione fisica dello sport invernale, la fatica, il clima, la luce che cambia; il Duomo richiama la città che accoglie, organizza, rappresenta. In mezzo, idealmente, c’è il pubblico: chi assiste, chi si muove, chi vive l’evento anche fuori dalle gare, nelle strade e nei luoghi che diventano temporaneamente “capitale” di una comunità più ampia.

Il valore dell’opera sta anche nella sua capacità di tenere insieme racconto e responsabilità. Le Olimpiadi accendono riflettori, portano investimenti e aspettative, ma impongono domande severe: come si tutela il paesaggio? come si lascia un’eredità utile? quali comportamenti diventano esempio? Un’opera che mette natura e sport nello stesso quadro, in questo senso, è più di un omaggio: è un promemoria.

Invernizzi: “un onore ospitare l’unione tra evento e natura”

A sottolineare il significato dell’esposizione è Ruggero Invernizzi, sottosegretario alla Presidenza con delega a Controlli, Patrimonio e Digitalizzazione, che ha accolto la richiesta di ospitare la tela a Palazzo Lombardia per ciò che rappresenta: l’unione tra un grande evento e la magnificenza della natura. Il riferimento al “successo” dell’appuntamento olimpico, richiamato nelle sue parole, aggiunge un elemento importante: quando un evento riesce, cresce anche la voglia di raccontarlo in forme diverse, capaci di fissarne il senso oltre la cronaca.

Qui l’arte si fa strumento pubblico: entra in un palazzo istituzionale e parla a un pubblico eterogeneo, dai visitatori occasionali a chi lavora quotidianamente nella macchina amministrativa. E lo fa con un messaggio che non pretende di essere didascalico, ma resta leggibile: la bellezza dei luoghi e lo spirito sportivo, se messi in relazione con intelligenza, possono diventare linguaggio di pace e di convivenza, un terreno comune in cui riconoscersi senza rinunciare alle differenze.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to