Peste Suina Africana, cinque territori lombardi tornano liberi: “Un segnale che conferma la bontà delle strategie adottate”
di Redazione
24/11/2025
La decisione della Commissione europea di rimuovere dalla zona di contenimento cinque Comuni delle province di Lodi e Cremona segna un cambio di passo nella gestione della PSA in Lombardia. La rimozione delle limitazioni per Castelnuovo Bocca d’Adda, Maccastorna, Meleti, Cornovecchio e Crotta d’Adda alimenta un cauto ottimismo, accompagnato però da un richiamo costante alla prudenza.
La provincia di Cremona esce completamente dalle aree soggette a restrizioni, un traguardo che l’assessore Alessandro Beduschi interpreta come la dimostrazione dell’efficacia delle misure applicate finora.
Lavoro di squadra e sacrifici: cosa ha portato al miglioramento
Beduschi ha ricordato come il risultato derivi da una filiera di collaborazione che ha unito istituzioni, mondo venatorio, veterinari e soprattutto allevatori. “Senza la loro determinazione non avremmo potuto ottenere questo riconoscimento europeo”, ha affermato, richiamando l’attenzione sull’impatto che le restrizioni hanno avuto sulle attività quotidiane delle aziende.
La Regione, insieme ai Ministeri competenti e al Commissario Filippini, ha messo in campo operazioni di controllo, misure di biosicurezza e interventi su fauna selvatica che hanno concorso alla riduzione del rischio epidemiologico. La scelta della Commissione UE certifica gli esiti di questo lavoro.
Investimenti aggiuntivi per rafforzare i controlli sul territorio
Nonostante i segnali positivi, l’assessore invita a mantenere un approccio vigile. La PSA continua infatti a diffondersi in vari Paesi, con dinamiche difficili da prevedere. Proprio per consolidare i risultati raggiunti, Beduschi ha anticipato nuovi investimenti: la Regione stanzierà 210.000 euro destinati alle Polizie provinciali e alla Città Metropolitana, risorse utili per proseguire nelle attività di contenimento del cinghiale.
La rimozione delle restrizioni in cinque Comuni non chiude quindi la fase operativa, ma offre un punto di partenza più favorevole per intensificare prevenzione e controllo, due aspetti che continueranno a determinare la tenuta del comparto suinicolo lombardo.