Piscina Argelati, da Milano arriva una visione condivisa: pubblica, accessibile e viva tutto l’anno
09/04/2026
La Piscina Argelati torna al centro del dibattito urbano milanese non come semplice oggetto di recupero edilizio, ma come spazio simbolico sul quale la città prova a misurare la propria idea di futuro. Si è concluso con l’ultimo incontro di restituzione il percorso partecipativo “Immaginiamo insieme il futuro della Piscina Argelati”, promosso dal Comune di Milano e gestito da FROM Collective, avviato per raccogliere idee, bisogni e proposte utili a orientare la riqualificazione dello storico impianto, che l’amministrazione intende finanziare con risorse pubbliche attraverso un concorso internazionale di progettazione, prima dell’affidamento in gestione a Milanosport.
L’aspetto più interessante del percorso non è soltanto la quantità dei contributi raccolti, ma il metodo con cui il Comune ha scelto di costruire la fase preliminare del progetto. Invece di partire da una soluzione già definita, l’amministrazione ha deciso di aprire un confronto strutturato con cittadini, associazioni, esperti e soggetti del territorio, trattando la riqualificazione non come un intervento calato dall’alto, ma come un processo da condividere. È un’impostazione che, nel caso dell’Argelati, assume un significato particolare: si parla infatti di un luogo che per Milano non rappresenta soltanto un impianto sportivo, ma un pezzo riconoscibile di memoria collettiva e di vita di quartiere.
Due mesi di ascolto per disegnare una nuova idea di piscina pubblica
Il percorso, avviato lo scorso 18 febbraio, si è sviluppato nell’arco di due mesi attraverso una pluralità di strumenti di coinvolgimento. Oltre agli incontri pubblici, sono stati raccolti oltre 450 questionari online, sono state realizzate 23 interviste qualitative con stakeholder ed esperti e sono arrivati centinaia di contributi cartacei, insieme a diversi dossier elaborati da attori del territorio interessati a partecipare alle future fasi di attivazione, programmazione e gestione della struttura. Tra questi figurano anche realtà legate al teatro e alla musica, segno di un interesse che supera il solo ambito sportivo.
A completare questo lavoro si è aggiunto l’open day del 14 marzo, che ha consentito a cittadini e associazioni di osservare da vicino l’impianto. Il risultato è un processo partecipativo ampio e articolato, capace di intercettare un pubblico di oltre 500 persone, in gran parte legato al quartiere: più del 60% di chi ha risposto ai questionari vive infatti entro 15 minuti dalla piscina, mentre oltre la metà dei partecipanti ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni. Un dato che restituisce la profondità del radicamento territoriale dell’Argelati e conferma quanto la sua futura trasformazione venga percepita come questione pubblica e non settoriale.
La richiesta più forte: una piscina inclusiva, accessibile e aperta tutto l’anno
Dall’analisi dei contributi emerge una visione molto chiara. I cittadini immaginano l’Argelati come una piscina pubblica, inclusiva e accessibile anche dal punto di vista economico, capace di mantenere la propria vocazione ludica e sportiva, ma al tempo stesso di rafforzare una funzione sociale più ampia. Il punto di partenza proposto dal Comune, contenuto nel Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, indicava già la necessità di costruire un centro sportivo in grado di vivere durante tutto l’anno e non solo nei mesi estivi, ipotizzando come possibile soluzione una copertura mobile sopra le vasche. I contributi raccolti sembrano andare nella stessa direzione.
L’idea condivisa è quella di uno spazio capace di accogliere pubblici diversi, con attività e servizi rivolti a giovani e anziani, con aperture estese anche alle fasce serali. Per gli spazi complementari alle vasche, le proposte si sono concentrate su attività legate alla salute, al benessere, all’avvicinamento all’acqua, oltre che su spazi educativi e sportivi destinati alle scuole e ai più giovani. È un’indicazione importante, perché suggerisce un modello di piscina che non sia soltanto luogo di balneazione o pratica agonistica, ma presidio di prossimità, socialità e formazione.
Gli spazi esterni come nodo decisivo della riqualificazione
Uno dei temi su cui si è concentrata con maggiore forza l’attenzione dei partecipanti riguarda gli spazi esterni, oggi percepiti come uno dei punti più critici dell’intero complesso. Qui la richiesta più netta riguarda la presenza di aree verdi e ombreggiate, spazi di sosta, incontro e socialità, insieme a un miglioramento dell’accessibilità pedonale e ciclabile verso il centro. È un passaggio decisivo, perché sposta il progetto dall’interno dell’impianto al suo rapporto con il quartiere, con la mobilità dolce e con la qualità dello spazio pubblico.
La riqualificazione dell’Argelati viene letta quindi come un’occasione che va ben oltre il recupero di uno storico impianto sportivo. L’ambizione è costruire un nuovo modello di spazio urbano, capace di tenere insieme sport, socialità e qualità architettonica, nel rispetto del disegno originario dell’architetto Arrigo Arrighetti. Dopo la chiusura del centro, avvenuta nel 2022 a causa del progressivo deterioramento strutturale e impiantistico, il Comune ha previsto nel 2025 un investimento interamente pubblico pari a 28 milioni di euro, destinato al risanamento conservativo dell’impianto, alla copertura delle vasche, alla sistemazione degli spazi esterni e al miglioramento delle connessioni con il quartiere.
Tutti gli spunti raccolti confluiranno ora nel Documento di Indirizzo alla Progettazione, che costituirà il riferimento operativo per i progettisti chiamati a partecipare al concorso internazionale. L’auspicio dell’amministrazione è arrivare al progetto vincitore nei primi mesi del 2027. Nelle parole degli assessori Martina Riva, Gaia Romani, Emmanuel Conte e Marco Mazzei, il messaggio è netto: l’Argelati è un pezzo di città e di memoria collettiva, e il prossimo passaggio sarà tradurre in architettura e funzioni una visione che l’ascolto pubblico ha ormai reso molto definita. Milano, in sostanza, ha già indicato la direzione. Ora si tratta di darle forma.