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Premio letterario “FUTURA – Raccontare la Lombardia”: come partecipare e come costruire un racconto che lasci il segno

16/01/2026

Premio letterario “FUTURA – Raccontare la Lombardia”: come partecipare e come costruire un racconto che lasci il segno

C’è un modo concreto per misurarsi con la scrittura senza passare da scorciatoie, bandi opachi o “vetrine” di facciata: un concorso gratuito, con una selezione vera e un approdo editoriale dichiarato. È il caso di “FUTURA. Raccontare la Lombardia”, promosso da Regione Lombardia e organizzato dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, pensato per autori esordienti tra i 18 e i 35 anni chiamati a raccontare la regione attraverso storie capaci di restituirne identità, contrasti, memoria e trasformazioni. Le candidature sono aperte fino al 20 gennaio 2026.

Requisiti, tema e cosa succede ai testi selezionati

Il perimetro è chiaro: possono partecipare scrittori esordienti (fascia 18–35) con racconti legati alla Lombardia, ai suoi valori e contesti, ai luoghi e ai personaggi, alle tradizioni sociali e culturali, alla storia che affiora nelle città e nelle vallate, nei quartieri in mutazione, nelle periferie industriali e nei paesi dove la modernità arriva a scatti.
Non c’è una gabbia di genere: sono ammessi tutti i generi letterari, dalla narrativa realistica al noir, dal racconto di formazione alla distopia, purché il legame con il territorio non resti una cartolina appesa al muro ma diventi materia narrativa, scelta di dettagli, lessico, ritmo.

Il punto che conta, per chi scrive, è l’esito promesso e verificabile: verranno selezionati 26 racconti destinati a confluire in un’antologia curata dalla Fondazione Mondadori e pubblicata nella primavera 2026, con presentazione anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026.
Dentro questo quadro rientra anche l’attenzione ai temi collegati alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, che possono diventare scenario, pretesto, metafora, frizione sociale: l’arrivo di un evento globale, l’orgoglio e le ombre, i lavori, l’attesa, l’idea stessa di “vetrina” osservata da chi la subisce o la costruisce.

Strategie di scrittura: dal “tema Lombardia” a una storia credibile

Molti racconti “a tema” falliscono nello stesso punto: spiegano invece di far vedere. Qui conviene capovolgere l’approccio e partire da una domanda piccola, quasi domestica, che però apra una crepa: che cosa cambia quando un luogo viene nominato, misurato, venduto, celebrato? Che cosa resta, invece, in chi lo attraversa ogni giorno senza potersene andare? La Lombardia è un territorio narrativamente potente perché lavora per stratificazioni: lavoro e ambizione, provincia e metropoli, radici e mobilità, paesaggi naturali e infrastrutture, dialetti e italiano “funzionale”, comunità e solitudini molto moderne.

Per scrivere un testo che regga davvero, spesso bastano tre scelte fatte bene, senza effetti speciali:

  1. un punto di vista netto, anche scomodo;

  2. un dettaglio materiale ricorrente (un capannone, un naviglio, una fermata, un bar di paese, un reparto d’ospedale, un impianto sportivo) che faccia da bussola;

  3. una posta in gioco emotiva leggibile, che non sia retorica.

Se si vuole incrociare la traccia olimpica, l’errore più comune è l’enfasi; funziona molto di più il controcampo: chi lavora nei servizi, chi affitta una stanza, chi vede cambiare i prezzi, chi si ritrova a fare i conti con un paesaggio “messo in ordine” per gli altri. La letteratura, quando è utile, non alza la voce: mette una luce precisa su ciò che di solito resta ai margini.

Per le modalità pratiche di invio e per il testo completo del bando, il riferimento più affidabile resta la pagina dedicata della Fondazione Mondadori e quella di Regione Lombardia.

 

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to