PRISMA, Lombardia e Albania insieme per rafforzare la salute materno-infantile
25/03/2026
Una cooperazione sanitaria che non si limita a trasferire risorse, ma punta a condividere competenze, metodi di lavoro e capacità organizzative. È questa la direzione del progetto PRISMA, presentato a Palazzo Lombardia come nuovo tassello della collaborazione tra la sanità lombarda e quella albanese nel settore materno-infantile. L’obiettivo dichiarato è ambizioso e insieme molto concreto: garantire più sicurezza per il parto, migliorare le cure per i neonati e rafforzare una rete di emergenza più rapida ed efficace, capace di intervenire con maggiore tempestività nei casi più delicati.
Il progetto si inserisce nel programma più ampio MATHERNA, acronimo di Maternal and Neonatal Health Advancement in Albania, che comprende anche l’iniziativa ANMA. In questo quadro, PRISMA rappresenta il segmento orientato al potenziamento delle infrastrutture e dei servizi dedicati a madri e bambini, dentro una logica di cooperazione che mette al centro il rafforzamento strutturale del sistema sanitario albanese e la costruzione di percorsi assistenziali più sicuri e moderni.
Un progetto triennale da 2 milioni con il coinvolgimento della sanità lombarda
PRISMA, che significa Potenziamento e Rafforzamento delle Infrastrutture e dei Servizi Materno-Infantili in Albania, è finanziato con 2 milioni di euro dal Ministero italiano degli Affari esteri e della cooperazione internazionale attraverso l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Avrà una durata di tre anni e vedrà come braccio operativo l’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, chiamata a guidare le attività di formazione rivolte a medici, infermieri e ostetriche in Albania, con ulteriori momenti di approfondimento e scambio anche negli ospedali milanesi.
L’impostazione del progetto chiarisce fin da subito che non si parla di un intervento limitato all’acquisto di strumenti o al sostegno finanziario. Il cuore dell’iniziativa è il trasferimento di sapere, cioè la possibilità di mettere a disposizione del personale sanitario albanese competenze cliniche, procedure operative e modelli organizzativi già consolidati in Lombardia. In questo senso, PRISMA punta a costruire un’eredità più duratura, perché interviene sulla formazione delle persone e sulla qualità dei processi, non soltanto sulle strutture materiali.
Formazione, protocolli condivisi e una rete più efficiente per le emergenze neonatali
Sul piano operativo il progetto si muoverà lungo tre direttrici principali. La prima riguarda la formazione sul campo, con specialisti lombardi chiamati a lavorare in Albania e, parallelamente, con professionisti albanesi coinvolti in percorsi di confronto e aggiornamento negli ospedali di Milano. La seconda riguarda l’introduzione di nuovi protocolli condivisi, pensati per uniformare la gestione delle emergenze in sala parto attraverso regole chiare, coordinate e riconoscibili da tutti gli operatori coinvolti.
Il terzo asse è quello dell’emergenza-urgenza neonatale, ambito decisivo quando si tratta di garantire tempestività e appropriatezza dell’intervento. Il progetto punta infatti a rafforzare la rete per il trasporto dei neonati critici verso i centri specializzati, migliorando i collegamenti, la rapidità della presa in carico e l’efficienza organizzativa nei passaggi più delicati. È un aspetto che può incidere in modo diretto sulla qualità dell’assistenza, soprattutto nei casi in cui i minuti e la capacità di coordinamento fanno la differenza.
Alla presentazione hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo, il direttore generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco Maria Grazia Colombo, il direttore generale di AREU Massimo Lombardo, il viceministro della Salute albanese Eugena Tomini, il console albanese a Milano Anila Pojani e la dirigente dell’ufficio sviluppo umano di AICS Annamaria Iotti. Una presenza corale che restituisce la dimensione istituzionale e strategica dell’iniziativa.
Il valore politico e sanitario della cooperazione tra Lombardia e Albania
Nelle parole del presidente Fontana emerge l’idea di una Lombardia che conferma la propria vocazione internazionale mettendo a disposizione competenze cliniche per tutelare la salute di mamme e bambini in Albania. Il senso del progetto, ha sottolineato, non sta soltanto nell’esportazione di modelli organizzativi, ma nella costruzione di un ponte di conoscenza capace di rendere le cure più sicure e moderne, avvicinando il sistema sanitario albanese agli standard europei.
L’assessore Bertolaso ha insistito su un altro aspetto decisivo: la cooperazione autentica si realizza investendo sulle persone. Per questo, ha spiegato, il valore del progetto non consiste unicamente nell’eventuale supporto tecnologico, ma soprattutto nella condivisione di metodo, nella formazione del personale e nella diffusione di protocolli di emergenza comuni tra ospedali lombardi e strutture albanesi. È un’impostazione che attribuisce alla sanità lombarda un ruolo non soltanto di supporto, ma di vera partnership tecnica e professionale.
Anche il sottosegretario Cattaneo ha collocato PRISMA dentro una cornice più ampia, ricordando che le relazioni tra Lombardia e Albania, rafforzate dalla missione istituzionale del gennaio 2024 e dalla visita del presidente della Repubblica albanese Bajram Begaj, mostrano come collaborazioni solide possano produrre risultati concreti, soprattutto in un’area strategica come i Balcani, considerata centrale per il futuro dell’Europa.
Le eccellenze lombarde al servizio di un rafforzamento strutturale
Il progetto si fonda anche sul coinvolgimento diretto di alcune realtà di punta della sanità regionale. La direttrice generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, Maria Grazia Colombo, ha sottolineato l’entusiasmo con cui i professionisti dell’azienda hanno accolto la sfida, riconoscendo nella condivisione delle esperienze cliniche e delle capacità formative un contributo essenziale al rafforzamento della rete materno-infantile albanese.
Dal canto suo, Annamaria Iotti di AICS ha evidenziato come la Cooperazione italiana sostenga il programma MATHERNA con l’obiettivo di consolidare in modo strutturale i servizi materno-infantili in Albania, valorizzando il contributo di partner di eccellenza del sistema sanitario lombardo. In questo quadro, il progetto non appare come un intervento episodico, ma come un percorso che punta a rafforzare in modo duraturo le capacità del personale sanitario e la qualità complessiva dell’assistenza.
Un ruolo rilevante spetterà anche ad AREU, che metterà a disposizione la propria esperienza nell’ambito del soccorso e dell’emergenza-urgenza. Il direttore generale Massimo Lombardo ha spiegato che l’obiettivo sarà trasferire modelli organizzativi e tecnologie avanzate per potenziare la rete sanitaria locale, confermando il ruolo di AREU come pilastro logistico e operativo nei progetti di cooperazione internazionale.
PRISMA, nel suo insieme, racconta dunque una forma di cooperazione che sceglie di misurarsi con la concretezza dei servizi sanitari e con la qualità delle competenze. Il suo valore sta nel tentativo di incidere laddove la salute materna e neonatale richiede maggiore continuità, preparazione e capacità di risposta, costruendo tra Lombardia e Albania una collaborazione che non si esaurisce nel gesto istituzionale, ma prova a diventare strumento reale di cura, formazione e crescita condivisa.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to