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Rinnovo treni in Lombardia: 214 nuovi convogli consegnati, la flotta cambia volto

13/01/2026

Rinnovo treni in Lombardia: 214 nuovi convogli consegnati, la flotta cambia volto

Con l’arrivo dell’ultimo treno Caravaggio destinato ai collegamenti aeroportuali, la Lombardia chiude un passaggio che, nel lessico della mobilità, pesa quanto una riforma: 214 convogli nuovi consegnati a Trenord, oltre 1,7 miliardi di investimento e un cronoprogramma portato a termine senza scostamenti dichiarati. È un risultato che si misura in numeri, ma che avrà il suo vero banco di prova in stazione, nella regolarità quotidiana e nella percezione di un servizio più stabile, meno esposto alle fragilità di una flotta invecchiata.

Il presidente Attilio Fontana e l’assessore ai Trasporti Franco Lucente lo rivendicano come frutto di una pianificazione lunga, non improvvisata. Il dato simbolico è l’età media: 12 anni, la più bassa mai registrata per il materiale rotabile regionale lombardo. Tradotto: maggiore affidabilità potenziale, minori guasti legati all’usura, migliore comfort, consumi più controllabili, e una piattaforma tecnica più omogenea su cui impostare manutenzione e programmazione.

La nuova flotta: Colleoni, Donizetti, Caravaggio e la partita degli aeroporti

Il rinnovo non è stato un acquisto indistinto. La consegna comprende 30 treni Colleoni, 61 Donizetti e 123 Caravaggio. Dentro questa cifra c’è un capitolo specifico, spesso sottovalutato perché riguarda linee “speciali” ma in realtà strategiche: 26 Caravaggio progettati per i collegamenti con Malpensa e, in prospettiva, Orio al Serio. Qui la modernizzazione è anche un messaggio competitivo: l’accesso ferroviario agli aeroporti non è un servizio accessorio, è un pezzo della credibilità internazionale di un territorio che vive di scambi, turismo e lavoro pendolare ad alta frequenza.

E il rinnovo, di fatto, non si ferma al traguardo dei 214: entro il 2026 entreranno in servizio altri 13 Caravaggio, cinque dedicati agli aeroporti e otto ai servizi Regio Express. È un dettaglio importante perché indica che la Regione intende spingere su collegamenti più rapidi e “diretti”, dove puntualità e capienza diventano fattori decisivi per spostare quote di domanda dalla gomma al ferro.

Il prossimo passaggio: 16 treni ad alta capacità e l’asse verso la Svizzera

Mentre si celebra la chiusura della consegna, il dossier successivo è già aperto. A fine gennaio 2026 scade il bando di Ferrovienord per l’acquisto di 16 treni ad alta capacità destinati ai collegamenti veloci Regio Express sulle principali linee lombarde e verso la Svizzera, per un valore complessivo di 403 milioni di euro. Il segnale è chiaro: dopo l’età media della flotta, si punta a rafforzare le tratte dove la domanda è più intensa e dove l’effetto rete – coincidenze, tempi certi, saturazione dei nodi – può cambiare davvero le abitudini di spostamento.

Resta, inevitabilmente, una questione che i pendolari conoscono bene: i nuovi treni sono una condizione necessaria, non sufficiente. A determinare la qualità del servizio concorrono infrastruttura, cantieri, gestione dei guasti, manutenzione, informazione al pubblico. Ma chiudere un programma di rinnovo di questa scala significa, almeno, togliere dal tavolo una delle cause strutturali dei disservizi: l’obsolescenza del materiale rotabile. E spostare l’attenzione dove ora deve stare: sulla performance del sistema nel suo insieme.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.