Sanità: Regione Lombardia introduce l’esenzione dal ticket per le donne vittime di violenza
03/02/2026
Regione Lombardia compie un passo rilevante sul terreno della tutela della salute e dei diritti delle donne vittime di violenza. Con una delibera approvata dalla Giunta regionale, viene infatti introdotta l’esenzione regionale dalla partecipazione alla spesa sanitaria per le donne residenti in Lombardia inserite in un percorso di presa in carico presso i Centri Antiviolenza.
Il provvedimento, promosso dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, di concerto con Elena Lucchini e Romano La Russa, rafforza l’integrazione tra il sistema sanitario regionale e la rete dei servizi antiviolenza, con l’obiettivo di garantire cure tempestive e senza ostacoli economici a chi vive una condizione di particolare vulnerabilità.
Cure gratuite e presa in carico integrata
L’esenzione dal ticket consente l’accesso gratuito alle prestazioni sanitarie, diagnostiche, psicologiche e farmaceutiche strettamente connesse alla violenza subita. Non si tratta quindi di una misura generalizzata, ma di uno strumento mirato, pensato per accompagnare percorsi di tutela e recupero già avviati all’interno dei Centri Antiviolenza, che rappresentano il primo presidio di ascolto, protezione e orientamento per le donne.
La durata dell’esenzione è fissata in tre anni dalla data di rilascio, un arco temporale ritenuto congruo per sostenere i percorsi di cura e ricostruzione personale. L’accesso avverrà tramite presentazione, presso l’ASST di competenza, dell’attestazione di presa in carico rilasciata da un Centro Antiviolenza riconosciuto. Per il triennio 2026–2028, la Regione ha previsto uno stanziamento complessivo pari a 1,35 milioni di euro, a copertura dei costi sanitari connessi alla misura.
Un intervento di equità e tutela dei diritti
Secondo Bertolaso, l’esenzione dal ticket rappresenta “uno strumento di equità e di protezione”, capace di rimuovere barriere economiche che, in situazioni di violenza, rischiano di tradursi in ulteriori fattori di isolamento e rinuncia alle cure. L’impostazione del provvedimento pone al centro la persona e la sua dignità, ribadendo il principio che il diritto alla salute non può essere condizionato dalla disponibilità economica, soprattutto quando la fragilità è il risultato di un reato subito.
Sulla stessa linea l’assessore Lucchini, che ha sottolineato il valore di un’azione condivisa tra istituzioni, politica e rete dei servizi. La misura arriva dopo un percorso avviato anche in Consiglio regionale e viene definita come una “battaglia di civiltà” che trova ora una traduzione concreta, rafforzando l’alleanza tra ambito sociale e sanitario.
Una rete di protezione più solida
Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia di Regione Lombardia orientata a costruire una rete di sicurezza integrata, in cui prevenzione, protezione e sostegno alle vittime procedano in modo coordinato. Come evidenziato dall’assessore La Russa, la sicurezza delle donne passa anche dalla possibilità di accedere alle cure senza timori o ostacoli economici, rendendo la sanità parte attiva del sistema di contrasto alla violenza.
L’esenzione dal ticket non è dunque solo una misura sanitaria, ma un segnale politico e istituzionale chiaro: la lotta alla violenza di genere richiede risposte strutturate, capaci di incidere concretamente sulla vita delle persone e di rafforzare la fiducia nei servizi pubblici.