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SIN Brescia Caffaro, via libera all’Atto integrativo: più risorse “recuperate” e un Arpa con funzioni rafforzate

22/01/2026

SIN Brescia Caffaro, via libera all’Atto integrativo: più risorse “recuperate” e un Arpa con funzioni rafforzate

La Giunta di Regione Lombardia ha approvato lo schema di Atto Integrativo all’Accordo di Programma per il SIN Brescia Caffaro, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, indicando come asse portante un rafforzamento delle funzioni di Arpa Lombardia nelle fasi più delicate del percorso: dallo smantellamento e decontaminazione dello stabilimento ai controlli ambientali legati alla bonifica.

Il provvedimento si muove dentro una storia industriale pesante, che ha lasciato tracce nei suoli e nelle acque sotterranee: l’area è oggetto di indagini e controlli da anni e, secondo la documentazione tecnica, la contaminazione ha riguardato anche composti come PCB e diossine/furani, oltre ad altre sostanze impiegate nei cicli produttivi.

Economie di spesa: un milione riallocato senza cambiare la dote complessiva

Il passaggio finanziario è, per certi aspetti, il cuore politico della delibera: le economie generate da attività già concluse vengono trattenute nel perimetro dell’intervento e riassegnate a nuovi lavori, senza gonfiare la dotazione complessiva. La cifra destinata a questi nuovi interventi è pari a 1.085.000 euro, messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). La disponibilità complessiva del Ministero per la gestione commissariale resta invariata e viene indicata in 80.554.823 euro.

È un dettaglio meno burocratico di quanto sembri: “risparmio” e “bonifica” raramente convivono, mentre qui l’idea è trattenere margine economico e trasformarlo in capacità operativa aggiuntiva, evitando che le somme tornino indietro o si disperdano in passaggi amministrativi.

Arpa al centro: campionamenti, controlli e lettura della falda

Nel disegno approvato, Arpa Lombardia viene chiamata a presidiare più fronti: campionamenti e analisi nello stabilimento Caffaro, supporto tecnico nelle attività di decommissioning, monitoraggio delle acque sotterranee per tutta la durata degli interventi, rafforzamento del modello idrogeologico delle falde.

La novità più concreta riguarda proprio il lavoro “invisibile” che, in bonifica, decide la credibilità dei risultati: 700.000 euro dei nuovi interventi vengono indirizzati al perfezionamento dei modelli di simulazione del sottosuolo e dell’andamento delle falde, uno strumento usato per seguire il comportamento degli inquinanti e verificare nel tempo l’efficacia delle azioni adottate.

Maione lega l’operazione a un cambio di passo atteso da decenni, parlando di lavori che “entrano nel vivo” e di necessità di procedere con rapidità, con un presidio tecnico che – nelle parole riportate – diventa condizione di sicurezza in ogni fase.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to