Tavolo competitività in Regione: Confcommercio Lombardia spinge su Distretti del commercio, digitalizzazione e credito
24/02/2026
Nel lessico delle politiche economiche regionali, i “tavoli” rischiano spesso di sembrare un rituale. In realtà, quando la discussione entra nel merito di bandi, tempi e priorità, diventano un termometro utile: misurano dove si concentra l’attenzione pubblica e quali richieste, dal lato delle imprese, stanno salendo di intensità. È in questa cornice che Confcommercio Lombardia ha partecipato al tavolo competitività, sede di confronto tra l’assessorato allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia e gli stakeholder.
Sul tavolo — nel senso letterale del termine — ci sono state le misure già attive e quelle annunciate per le prossime settimane: strumenti per l’export, iniziative sui musei d’impresa, interventi sulla filiera dell’edilizia, agevolazioni per la nascita di nuove imprese. In primo piano anche il nuovo bando per i Distretti del commercio, reso possibile con l’approvazione dell’ultimo bilancio regionale a dicembre 2025: un capitolo che interessa direttamente centri storici e quartieri, perché parla di negozi, servizi di prossimità, vivibilità urbana.
Il nodo Distretti del commercio: presidio contro la desertificazione
Confcommercio Lombardia, attraverso la segretaria generale Giovanna Mavellia, ha espresso soddisfazione per il bando in arrivo sui Distretti del commercio, indicandolo come uno strumento centrale per contrastare la desertificazione commerciale. Il tema è concreto: quando un asse commerciale perde attività, il problema non è soltanto economico. Cambia l’illuminazione delle strade, diminuiscono presidi quotidiani, si indebolisce la rete informale che fa sentire un quartiere “abitato”. I distretti, se ben progettati, possono agire su arredo urbano, eventi, promozione territoriale, servizi, accessibilità, e soprattutto su quell’azione coordinata tra pubblico e privato che un singolo negozio non può permettersi.
Nel ragionamento di Confcommercio pesa anche l’orizzonte di Milano Cortina 2026, citato come fattore capace di generare un sentiment positivo, anche sul piano economico, per molti territori lombardi. Ma il punto non è inseguire l’onda dell’evento: è tradurre la visibilità in interventi che restano, soprattutto dove il commercio di prossimità è più fragile.
Digitalizzazione e credito: due priorità che decidono la sopravvivenza delle micro imprese
La richiesta più netta riguarda la continuità delle misure per la digitalizzazione, con un’attenzione specifica all’intelligenza artificiale, letta come leva che sta “democratizzando” l’accesso alle tecnologie. Qui la parola chiave è continuità: per una micro impresa la trasformazione digitale raramente avviene in un salto unico; procede per step, tra formazione, aggiornamento di strumenti, gestione dati, canali di vendita e comunicazione. Interrompere i percorsi, o renderli intermittenti, significa spesso disperdere investimenti e competenze appena avviati.
Accanto al digitale, c’è il tema che torna sempre quando si parla di piccole attività: il credito. Confcommercio ha chiesto interventi specifici per favorire l’erogazione di finanziamenti alle micro e piccole imprese, perché senza liquidità accessibile anche un bando ben congegnato rischia di restare sulla carta: molte aziende non hanno margini per anticipare spese, attendere rimborsi o sostenere investimenti con tempi lunghi di ritorno.
Il senso politico del confronto, alla fine, sta qui: la competitività non si gioca soltanto nei grandi dossier industriali, ma anche nella capacità di tenere vivi i territori, rendendo praticabile l’innovazione per chi ha strutture leggere, pochi addetti e un mercato quotidiano fatto di clienti reali, non di slogan.