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“Ultimi”, a Palazzo Lombardia un documentario che riporta il Sud Sudan dentro l’agenda pubblica

26/01/2026

“Ultimi”, a Palazzo Lombardia un documentario che riporta il Sud Sudan dentro l’agenda pubblica

Nel calendario fitto di eventi milanesi capita di imbattersi in appuntamenti che, per un pomeriggio, spostano il baricentro dell’attenzione lontano dai temi domestici e costringono a guardare un Paese che, pur essendo nato nel 2011, è rimasto spesso ai margini del racconto internazionale. Lunedì 26 gennaio, all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, viene presentato “Ultimi”, documentario prodotto da Studio Alca e promosso da Fondazione CESAR in collaborazione con Regione Lombardia, con l’intento esplicito di rompere il silenzio sul Sud Sudan: guerra, fragilità istituzionale, povertà, emergenze climatiche, ma soprattutto persone e comunità che faticano a trovare spazio nella narrazione globale.

La serata: interventi, proiezione e dibattito con i protagonisti del progetto

Il programma prevede accredito alle 16 e avvio dei lavori alle 17, con i saluti istituzionali dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso; a seguire, un approfondimento sulla cornice geopolitica del Sud Sudan curato dallo stesso Bertolaso insieme a Marco Bertolotto, prima della proiezione del film.

La visione è pensata come “testimonianza sul campo”: Juba e Rumbek diventano scenari di un racconto che mette in fila volti e condizioni materiali — donne private di diritti, bambini cresciuti tra conflitti e precarietà, comunità colpite da inondazioni e instabilità ambientale — evitando la retorica dell’emergenza generica e puntando su ciò che resta quando le luci si spengono, cioè servizi assenti, scuole insufficienti, famiglie che vivono nell’intermittenza degli aiuti.

Al termine, il confronto è affidato ai contributi di Mariangela Rossini (presidente Fondazione CESAR ed executive producer), Aldo Carpanzano (executive producer Studio Alca) e Alessandro Semplici (cinematography), con moderazione indicata in locandina a cura della giornalista e africanista Anna Pozzi.

Perché “Ultimi” insiste sull’istruzione: la leva che resta quando tutto il resto vacilla

Dentro la cornice umanitaria, il documentario insiste su un punto che spesso, nel dibattito pubblico, finisce sullo sfondo: l’istruzione come infrastruttura di sopravvivenza civile. Scuole, formazione, alfabetizzazione non vengono trattate come capitoli “di progetto”, ma come l’unico argine credibile alla riproduzione della miseria, perché senza competenze minime una società non regge la pressione di conflitti, migrazioni interne, shock climatici, economia informale. È una tesi scomoda, perché non produce risultati immediati e non si presta alle scorciatoie, ma è anche la più concreta quando si parla di futuro.

Prenotazione e informazioni pratiche: la partecipazione è annunciata come gratuita con prenotazione obbligatoria secondo le indicazioni dell’invito; per l’accesso viene diffusa una modalità di contatto (mail) nelle comunicazioni locali dell’evento.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to