Università di Pavia, dove nasce la doppia carriera tra studio e sport agonistico
28/01/2026
All’Università di Pavia la conciliazione tra studio universitario e sport di alto livello non è uno slogan, ma una pratica consolidata che affonda le sue radici in un’esperienza pionieristica. Proprio qui, infatti, è nato il modello della Dual Career, oggi riconosciuto e replicato in tutta la Lombardia, che consente agli studenti-atleti di portare avanti un percorso accademico senza rinunciare all’impegno agonistico.
Il tema è stato al centro dell’inaugurazione dell’anno sportivo dell’Ateneo pavese, svoltasi martedì 27 gennaio, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi. Un appuntamento che ha messo in luce il valore di un modello formativo capace di tenere insieme merito, talento e disciplina.
La Dual Career: un modello nato a Pavia
«La Dual Career nasce qui, a Pavia», ha ricordato Picchi nel suo intervento, sottolineando come l’Università abbia saputo costruire negli anni strumenti concreti per sostenere gli studenti impegnati nello sport agonistico. Appelli d’esame flessibili, tutor accademici dedicati e supporto logistico mirato sono gli elementi chiave di un sistema che oggi coinvolge circa trenta studenti-atleti e che ha fatto scuola in tutta la regione.
Il valore di questo approccio sta nella sua capacità di evitare scelte drastiche tra studio e sport, offrendo invece un percorso equilibrato che tutela il futuro professionale degli atleti anche oltre la carriera sportiva. Una visione che Regione Lombardia ha deciso di sostenere e ampliare, inserendola in una strategia più ampia di valorizzazione dei giovani talenti.
Sport universitario e investimenti regionali
Nel corso dell’inaugurazione, il sottosegretario ha ribadito l’impegno della Regione a favore della conciliazione tra formazione e attività sportiva, anche attraverso iniziative come il progetto Talento, realizzato in collaborazione con la Fidal. Un progetto che mira a sostenere atleti di prospettiva durante le fasi più delicate della crescita sportiva e personale.
Picchi ha inoltre ricordato la recente premiazione dei vincitori dei Campionati Nazionali Universitari 2025, molti dei quali provenienti proprio dall’Ateneo pavese, a conferma della vitalità del movimento sportivo locale e della qualità del lavoro svolto in sinergia tra università, istituzioni e federazioni.
Impianti d’eccellenza e apertura alla città
Un altro punto di forza dell’Università di Pavia è rappresentato dalla qualità delle strutture sportive, gestite dal CUS Pavia e aperte anche alla cittadinanza. Impianti che non svolgono soltanto una funzione didattica, ma sono diventati nel tempo veri e propri poli di riferimento per le Federazioni sportive nazionali.
Tra questi spiccano il College Remiero, il College Federale della Pagaia, attivo dal 2005/2006 in collaborazione con la Federazione Italiana Canoa e Kayak, e il College Sportivo, che accoglie atleti impegnati in numerose discipline. Strutture che testimoniano una visione dello sport universitario come laboratorio di eccellenza, capace di generare competenze, risultati e opportunità.
Un esempio incarnato dagli atleti
A dare un volto concreto a questo percorso è stata anche la presenza dell’ospite d’onore dell’evento, Mara Navarria, campionessa di scherma e oro olimpico nella spada a squadre ai Giochi di Parigi 2024. Un esempio di come studio, disciplina e sport possano convivere ad alti livelli, diventando motore di crescita individuale e collettiva.
L’esperienza pavese dimostra che investire nella doppia carriera significa costruire un sistema più giusto e lungimirante, in cui il talento sportivo non è mai disgiunto dalla formazione culturale e professionale.