Ambulanti, cresce la tensione sulle concessioni: Fiva chiede certezze e prepara la protesta
15/04/2026
Il confronto tra rappresentanti degli ambulanti e istituzioni torna a farsi serrato su uno dei temi più delicati per il settore: il futuro delle concessioni di posteggio su aree pubbliche. Al centro della discussione ci sono le nuove linee guida in fase di definizione per recepire le indicazioni della Commissione europea, un passaggio tecnico che, secondo Fiva Confcommercio, rischia di produrre conseguenze profonde sulla stabilità di migliaia di imprese.
La federazione che rappresenta il commercio ambulante esprime una preoccupazione netta: nelle ipotesi attualmente in circolazione, elaborate nel dialogo tra Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regioni e Anci, mancherebbero garanzie sufficienti per la continuità delle attività. Una criticità che riporta al centro un nodo irrisolto da anni, quello della durata e della sicurezza delle concessioni, elemento essenziale per chi investe in un’attività legata al suolo pubblico.
Un comparto che chiede stabilità per programmare il futuro
Per gli operatori del settore, la concessione di un posteggio non rappresenta soltanto un’autorizzazione amministrativa, ma il presupposto stesso su cui costruire un’impresa. L’incertezza sulle regole e sui tempi rischia di tradursi in una difficoltà concreta a pianificare investimenti, innovazioni e passaggi generazionali.
Fiva Confcommercio, attraverso il presidente Giacomo Errico, ha avviato un confronto diretto con il MIMIT nel tentativo di orientare il provvedimento verso soluzioni che tengano conto delle esigenze reali della categoria. Nella comunicazione indirizzata al ministro Adolfo Urso, Errico ha sottolineato la necessità di un coinvolgimento pieno della federazione nei processi decisionali, richiamando l’attenzione su un dato che pesa: sono circa 160 mila le imprese interessate dalle nuove disposizioni.
Il timore espresso riguarda soprattutto la possibilità che la nuova bozza, ormai in fase avanzata, non riesca a cogliere la complessità del settore e finisca per introdurre elementi di instabilità in un comparto già esposto a trasformazioni economiche e normative rilevanti.
Il sit-in del 29 aprile e la pressione sul Ministero
Accanto al confronto istituzionale, prende forma anche una mobilitazione sul piano pubblico. Fiva Confcommercio ha annunciato un sit-in per il 29 aprile a Roma, davanti alla sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in via Veneto. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rendere visibile la posizione degli ambulanti e sollecitare un intervento che offra certezze operative e prospettive sostenibili.
La scelta della protesta riflette il clima che si respira tra gli operatori: la percezione di trovarsi di fronte a un passaggio decisivo, in cui le decisioni normative potrebbero ridefinire in modo significativo l’assetto del settore. Per questo, accanto al dialogo tecnico, la federazione ritiene necessario un segnale forte anche sul piano politico.
Per gli aspetti organizzativi della partecipazione, le imprese possono fare riferimento ad Apeca Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, che coordina le adesioni e fornisce supporto logistico attraverso diversi canali di contatto.
La partita resta aperta e si gioca su un equilibrio complesso tra esigenze di adeguamento alle normative europee e tutela di un tessuto imprenditoriale diffuso, che rappresenta una componente storica del commercio italiano. In questo spazio si inserisce la richiesta degli ambulanti: regole chiare, tempi certi e un quadro normativo che consenta alle imprese di continuare a operare senza dover affrontare ciclicamente una condizione di incertezza strutturale.
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