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Bilancio POP, Statale e Torino rendono i conti pubblici più accessibili

23/09/2026

Bilancio POP, Statale e Torino rendono i conti pubblici più accessibili

Rendere i bilanci pubblici comprensibili anche a chi non possiede competenze contabili: è l’obiettivo del Bilancio POP, modello di rendicontazione sviluppato per trasformare dati economici, finanziari, sociali e ambientali in informazioni accessibili ai cittadini. L’Università Statale di Milano e l’Università degli Studi di Torino stanno lavorando insieme alla diffusione e alla sperimentazione di questo strumento, utilizzato recentemente anche per il Bilancio POP 2024-2025 della Città Metropolitana di Milano.

Più di 40 città hanno già adottato il Bilancio POP

Le prime sperimentazioni italiane risalgono a circa dieci anni fa, con Torino tra le amministrazioni che hanno aperto la strada. Secondo il gruppo di ricerca dei due Atenei, oggi il modello è utilizzato da più di 40 città italiane, distribuite da Nord a Sud. Tra gli enti che lo hanno adottato figurano Bari, Acqui Terme, Moncalieri, Castel Maggiore, Biella, Dogliani, Spilamberto, Basiglio e Benevento.

Il Bilancio POP deriva dal Popular Financial Reporting e non sostituisce i documenti contabili ufficiali, come il rendiconto o il bilancio consolidato. Il suo compito è selezionare e organizzare i dati già disponibili, collegandoli ai servizi forniti, ai risultati ottenuti e agli effetti prodotti sul territorio.

Per farlo utilizza un linguaggio meno tecnico, indicatori, confronti nel tempo, infografiche e strumenti digitali. Il cittadino può così comprendere da dove arrivano le risorse di un ente, dove vengono spese, quali servizi vengono finanziati e quali risultati o criticità emergono dalla gestione.

Trasparenza pensata per cittadini, imprese e associazioni

Valerio Brescia, docente di Economia aziendale dell’Università Statale di Milano e responsabile scientifico del gruppo di lavoro, individua nel cittadino non specialista il destinatario principale dello strumento. Il pubblico potenziale comprende però anche famiglie, associazioni, imprese, organizzazioni del Terzo settore, dipendenti pubblici, amministratori, giornalisti e studenti.

Il metodo si fonda su quattro principi indicati come centrali: comprensione, inclusione, diffusione e visione integrata. A questi si affiancano attendibilità delle informazioni, possibilità di confrontare i risultati nel tempo, verificabilità delle fonti e rappresentazione equilibrata tanto dei risultati positivi quanto delle criticità.

Tre sono invece le principali funzioni attribuite al Bilancio POP. Quella informativa rende più leggibili entrate, spese e servizi; quella democratica offre agli utenti strumenti per valutare le scelte dell’amministrazione; quella partecipativa punta ad aprire un confronto tra ente e comunità, superando una comunicazione basata esclusivamente sulla pubblicazione dei dati.

Questionari, social e AI per capire cosa chiedono i cittadini

Una delle metodologie utilizzate è la dialogic accounting, una forma di rendicontazione che cerca di individuare preventivamente gli argomenti sui quali la comunità richiede maggiore trasparenza. Questionari, interviste, focus group e consultazioni possono essere utilizzati per raccogliere indicazioni direttamente dai cittadini.

Il gruppo di ricerca impiega anche strumenti digitali e applicazioni di Intelligenza Artificiale per analizzare grandi quantità di testi e individuare temi ricorrenti, relazioni tra concetti e orientamenti presenti nelle conversazioni pubbliche. Social network, blog e notizie online possono inoltre essere esaminati attraverso tecniche di sentiment analysis, nel rispetto delle regole sulla protezione dei dati personali.

Il modello arriva anche nella sanità e nelle imprese

Il Bilancio POP, nato nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, viene sperimentato anche fuori dagli enti locali. Tra le applicazioni citate figurano OGR Torino, la Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, ordini professionali, ARCI Torino, Arcigay e GL Events Italia.

Un nuovo settore di applicazione è quello sanitario. La Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta e l’Università degli Studi di Milano hanno infatti avviato una collaborazione per sperimentare per la prima volta il metodo POP in ambito sanitario.

Il lavoro con l’Università di Torino si inserisce inoltre nel progetto European Digital Innovation Hub – Public Administration Intelligence, sostenuto dal PNRR. La collaborazione tra i due Atenei è stata consolidata nel maggio 2025 attraverso una convenzione scientifica triennale tra il dipartimento di Management “Valter Cantino” dell’Università di Torino e il dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi della Statale di Milano, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il metodo e rafforzarne le basi scientifiche.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.