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Cologno Monzese, apre la prima Microarea sanitaria della Lombardia

11/09/2026

Cologno Monzese, apre la prima Microarea sanitaria della Lombardia

È stata inaugurata a Cologno Monzese la prima Microarea della Lombardia, un presidio di sanità e assistenza sociale di prossimità pensato per portare i servizi direttamente nei quartieri e intercettare in anticipo situazioni di fragilità, isolamento e bisogno socio-sanitario. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Asst Nord Milano, Comune di Cologno Monzese e associazione Salute senza Frontiere e si rivolge a un bacino circoscritto di circa 1.000-3.000 abitanti.

Un’équipe con infermiere, assistente sociale e volontari

La Microarea è ospitata in un appartamento dedicato, adeguato sotto il profilo strutturale, della sicurezza e dei requisiti igienico-sanitari. All’interno opera un’équipe multidisciplinare composta da un infermiere di famiglia e di comunità a tempo pieno, un assistente sociale del Comune e un gruppo organizzato di volontari dell’associazione Salute senza Frontiere.

Il modello si distingue dai presìdi territoriali tradizionali perché interviene su una porzione di territorio molto definita, con l’obiettivo di conoscere più da vicino i bisogni dei residenti e raggiungere le persone che potrebbero incontrare maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi.

L’attenzione è rivolta in particolare ad anziani, persone fragili, cittadini soli e famiglie che necessitano di orientamento o sostegno, con una presenza stabile e continuativa nel quartiere.

Tre aree di intervento: salute, sostegno sociale e comunità

Le attività della Microarea si sviluppano lungo tre direttrici principali. Sul fronte sanitario sono previsti orientamento ai servizi territoriali e ospedalieri, attività di prevenzione e incontri dedicati ai principali rischi per la salute.

La seconda area riguarda il supporto sociale, con accompagnamento nell’accesso ai servizi, aiuto alle persone fragili nelle attività quotidiane e sostegno alle famiglie con bambini in difficoltà.

Il terzo pilastro riguarda invece la costruzione di relazioni di comunità. Sono previste iniziative come caffè condivisi, pranzi comunitari, incontri su temi di interesse comune e percorsi guidati alla scoperta di parchi e luoghi di interesse culturale.

L’obiettivo è intercettare i bisogni prima delle emergenze

Secondo il direttore generale di Asst Nord Milano Tommaso Russo, il progetto punta a superare un modello basato esclusivamente sull’attesa del paziente, costruendo invece un presidio capace di andare incontro alle persone e monitorare precocemente condizioni di cronicità o fragilità.

L’integrazione tra infermiere di famiglia, servizi sociali e Terzo settore dovrebbe consentire di individuare i bisogni prima che evolvano in situazioni più complesse, contribuendo anche a ridurre il ricorso evitabile agli ospedali e ai Pronto soccorso.

Il sindaco Stefano Zanelli ha evidenziato il valore della prossimità e della presenza di punti di riferimento accessibili nei diversi quartieri, mentre Salute senza Frontiere ha sottolineato l’importanza di lavorare su comunità ristrette per conoscere meglio le esigenze dei residenti.

Un modello che potrebbe diventare stabile sul territorio

Anche Ats Milano ha richiamato il valore dell’integrazione tra dimensione sanitaria e sociale, evidenziando come la tutela della salute comprenda anche inclusione, partecipazione e socializzazione.

La Microarea di Cologno Monzese rappresenta quindi un primo esperimento lombardo di questo modello di sanità di prossimità. L’obiettivo è creare un punto di riferimento stabile nel quartiere, capace di migliorare l’accessibilità ai servizi e rafforzare le relazioni tra cittadini, istituzioni, operatori sanitari e volontariato.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to