Data center, boom in Lombardia: Milano conta già 33 impianti
04/09/2026
La Lombardia è diventata uno dei principali poli italiani per lo sviluppo dei data center, infrastrutture indispensabili per archiviare ed elaborare le enormi quantità di informazioni utilizzate da servizi digitali, cloud e intelligenza artificiale. La crescita si concentra soprattutto nella fascia territoriale compresa tra Milano e Pavia: la sola provincia milanese conta 33 strutture, mentre in Italia i data center sarebbero circa 250. Un’espansione che apre opportunità economiche e tecnologiche, ma pone anche interrogativi su consumo energetico, utilizzo del suolo, impatto ambientale e rapporto con le comunità locali.
Intelligenza artificiale e GDPR spingono la domanda di data center
Ogni ricerca effettuata online, video visualizzato in streaming o messaggio inviato passa attraverso infrastrutture che conservano ed elaborano dati. Nel tempo il modello si è evoluto: una singola organizzazione può distribuire le proprie informazioni tra strutture interne, fornitori esterni, sistemi di disaster recovery e piattaforme cloud pubbliche o private.
Tra i fattori che hanno favorito la crescita degli impianti figurano l’espansione dell’intelligenza artificiale, la digitalizzazione delle imprese e la necessità di disporre di reti informatiche con elevata capacità. Un ruolo viene attribuito anche all’introduzione nel 2018 del GDPR, il Regolamento europeo sulla protezione dei dati, che ha aumentato l’interesse delle aziende verso infrastrutture collocate all’interno dell’Unione europea.
La distribuzione geografica dei data center dipende inoltre dalla disponibilità di energia, dalla qualità delle connessioni, dalla presenza di grandi operatori tecnologici e dal quadro normativo. Gli Stati Uniti mantengono il peso maggiore a livello globale, mentre l’Europa costituisce uno dei principali mercati al di fuori del Nord America.
Consumi energetici, l’Unione europea introduce il monitoraggio
Uno dei temi centrali riguarda il fabbisogno energetico delle strutture. La disciplina europea specificamente collegata ai data center passa soprattutto attraverso le norme sull’efficienza energetica. La Direttiva UE 2023/1791 prevede infatti obblighi di monitoraggio e comunicazione delle prestazioni per gli impianti con una domanda di potenza IT installata pari ad almeno 500 kW.
Proprietari e operatori interessati devono monitorare una serie di informazioni relative alla performance energetica e ambientale, fatte salve quelle protette dalle norme in materia di riservatezza e segreto commerciale. Il quadro è stato successivamente integrato dal Regolamento delegato UE 2024/1364, che ha introdotto una prima fase per la costruzione di un sistema comune europeo di classificazione dei data center.
Il tema è stato approfondito anche dal Ceridap dell’Università degli Studi di Milano, Centro di Ricerca Interdisciplinare sul Diritto delle Amministrazioni Pubbliche, che nel giugno 2026 ha organizzato un incontro dedicato a regolazione, diritti e ruolo del Terzo settore.
Lombardia prima Regione con una legge specifica sui data center
La Lombardia ha approvato il 3 giugno 2026 la legge regionale numero 11 sull’insediamento dei centri dati, prima normativa regionale italiana dedicata specificamente a queste infrastrutture. Uno degli obiettivi è ridurre il consumo di nuovo suolo attraverso il recupero di aree già compromesse o inutilizzate.
La disciplina stabilisce che almeno il 75% della superficie dei nuovi impianti debba essere collocata in aree dismesse o siti industriali recuperati. Viene inoltre previsto il recupero del calore prodotto
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to