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Dolore cronico, dalla Statale di Milano nuovo studio sulle neuropatie

21/05/2026

Dolore cronico, dalla Statale di Milano nuovo studio sulle neuropatie

Un nuovo possibile approccio contro il dolore neuropatico arriva dall’Università Statale di Milano, dove un gruppo internazionale di ricerca ha individuato un bersaglio molecolare su cui intervenire attraverso un peptide sintetico. Lo studio apre una prospettiva alternativa rispetto alle terapie basate sugli oppioidi, spesso associate a effetti collaterali rilevanti e al rischio di dipendenza, in un ambito sanitario che coinvolge milioni di pazienti affetti da dolore cronico.

Il ruolo del cAMP nei neuroni del dolore

La ricerca è stata coordinata da Andrea Saponaro, ricercatore del dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università Statale di Milano, con la collaborazione del gruppo guidato da Anna Moroni, docente di Fisiologia dello stesso Ateneo, e con il contributo dell’Università della Florida. I risultati sono stati pubblicati su The Journal of Physiology.

Il lavoro si concentra sulle neuropatie, condizioni croniche determinate da una lesione o da un malfunzionamento del sistema nervoso centrale o periferico. In questi casi il dolore può persistere nel tempo anche in assenza di uno stimolo immediato, diventando difficile da trattare con le terapie disponibili.

Il team ha individuato un meccanismo legato al cAMP, adenosina monofosfato ciclico, una molecola che funziona come una sorta di interruttore chimico nei neuroni del dolore. Il cAMP è collegato ai canali HCN2, presenti in questi neuroni, e ne potenzia l’attivazione, rendendoli più sensibili e favorendo la trasmissione dei segnali dolorosi.

Un peptide sintetico per bloccare l’interazione

Secondo lo studio, il legame tra cAMP e canali HCN2 rappresenta un passaggio decisivo nella generazione e nella persistenza del dolore neuropatico. Intervenire su questa interazione significa ridurre l’iperattività dei neuroni responsabili della trasmissione del dolore, agendo su un meccanismo biologico specifico.

Per ottenere questo risultato, i ricercatori hanno sviluppato un peptide sintetico capace di bloccare selettivamente l’interazione tra la molecola e il canale neuronale. Il peptide ha eliminato il potenziamento del dolore e prodotto effetti analgesici, senza le conseguenze collaterali tipiche dell’impiego di oppioidi.

Il risultato suggerisce la possibilità di progettare nuovi trattamenti farmacologici più mirati, in grado di intervenire sui processi che alimentano il dolore cronico invece di limitarsi a ridurne la percezione. La prospettiva è particolarmente rilevante per quei pazienti che convivono con forme persistenti di neuropatia e per i quali le opzioni terapeutiche tradizionali non sono sufficienti o comportano rischi elevati.

Verso trattamenti alternativi agli oppioidi

Saponaro ha sottolineato il valore dell’approccio, evidenziando la possibilità di trattare il dolore neuropatico senza ricorrere agli oppioidi. Le terapie oggi diffuse, ha spiegato il ricercatore, possono offrire una risposta ma restano problematiche per gli effetti indesiderati e per il rischio di dipendenza.

La nuova strategia, invece, punta a una generazione di trattamenti più sostenibili, costruiti sulla comprensione dei meccanismi molecolari che generano il dolore. Agire in modo selettivo su cAMP e HCN2 potrebbe quindi rappresentare una strada promettente per la ricerca farmacologica, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurre il ricorso a farmaci ad alto impatto clinico e sociale.

Lo studio è stato sostenuto da Fondazione Cariplo e Fondazione Telethon. Il contributo conferma il ruolo della ricerca di base e traslazionale nello sviluppo di soluzioni innovative per patologie complesse, come il dolore cronico neuropatico, che richiedono strumenti terapeutici più precisi e meno gravati da rischi per i pazienti.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.