Vino, a Milano il summit Envisioning2035 sul futuro del settore
23/05/2026
Export, consumi, competitività internazionale e nuovi modelli d’impresa saranno al centro di “Envisioning2035 – Wine [R]evolution”, il summit dedicato al futuro del settore vitivinicolo in programma giovedì 4 giugno 2026 al Belvedere di Palazzo Lombardia, a Milano. L’iniziativa è stata annunciata dall’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.
Un confronto sulla competitività del vino italiano
Il summit riunirà imprenditori, manager, analisti ed esperti della filiera per leggere le trasformazioni che stanno interessando uno dei comparti più rappresentativi del Made in Italy. Al centro del dibattito ci saranno l’evoluzione dei mercati internazionali, la pressione sui margini delle aziende, il cambiamento delle abitudini di consumo e la sostenibilità economica dei modelli produttivi.
Il settore del vino attraversa una fase in cui la qualità del prodotto resta decisiva, ma deve essere accompagnata da organizzazione, capacità commerciale, gestione manageriale e presidio dei mercati esteri. Il confronto di Milano punta proprio a mettere in relazione competenze diverse, con un approccio operativo alle sfide che attendono cantine, gruppi industriali, distributori e professionisti del comparto.
Il titolo scelto, “Wine [R]evolution”, richiama la necessità di osservare la filiera con uno sguardo orientato al 2035: non una semplice analisi dell’attuale congiuntura, ma una riflessione sulle condizioni che permetteranno alle imprese italiane di restare competitive in un contesto globale più selettivo.
Relatori dal mondo dell’impresa, dell’analisi e della distribuzione
Il programma prevede la partecipazione di figure provenienti da ambiti diversi della filiera vitivinicola e dei servizi alle imprese. Tra i relatori annunciati figurano Edoardo Freddi, ceo di FreedL Group, Pierluigi Catello, executive manager Food & Wine Industry e head hunter di Michael Page, Luca Castagnetti, dottore commercialista di Studio Impresa, e Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi.
Saranno presenti anche Lavinia Furlani, presidente di Wine Meridian, Federico Giotto, ceo di GiottoConsulting, Stevie Kim, managing partner di Vinitaly, Francesco Magro, ceo e co-founder di Winelivery, Alessandro Mutinelli, presidente e amministratore delegato di Italian Wine Brands, Ettore Nicoletto, wine industry expert, e Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor.
La composizione del panel riflette l’obiettivo del format: mettere attorno allo stesso tavolo competenze su mercati, distribuzione, consulenza, finanza, comunicazione, produzione e organizzazione aziendale. La competitività del vino italiano sarà quindi analizzata non soltanto dal punto di vista agricolo o enologico, ma anche come sistema industriale e commerciale.
Beduschi: qualità indispensabile, ma non più sufficiente
Per l’assessore Alessandro Beduschi, il vitivinicolo è un pilastro dell’agroalimentare lombardo e nazionale, oltre che un asset strategico del Made in Italy sui mercati internazionali. La qualità, ha osservato, resta un elemento imprescindibile, ma oggi non è sufficiente da sola a garantire competitività.
Secondo Beduschi, alle imprese servono strutture più solide, capacità manageriale, visione sui mercati e strumenti adeguati per affrontare un quadro globale più complesso. Il summit nasce quindi per aiutare il comparto a interpretare con lucidità i cambiamenti in corso e a rafforzare la consapevolezza delle scelte necessarie nei prossimi anni.
L’appuntamento di Palazzo Lombardia intende accendere i riflettori sulla necessità di unire qualità, identità territoriale e tradizione a nuovi modelli organizzativi. Per il vino italiano, la partita del futuro si giocherà sulla capacità di mantenere il valore dei territori, innovare i processi d’impresa e rispondere ai nuovi orientamenti del consumo internazionale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to