Lombardia, 4 milioni di mc al giorno per il Lago di Como
01/07/2026
Quattro milioni di metri cubi d’acqua al giorno saranno rilasciati per 15 giorni nel bacino del Lago di Como dalle dighe a monte del Lario. L’intesa è stata raggiunta a Palazzo Lombardia tra l’assessore regionale a Montagna, Enti locali e Risorse idriche, Massimo Sertori, e i concessionari degli invasi, Enel, A2A ed Edison, nel quadro delle misure per fronteggiare la crisi idrica e sostenere le esigenze agricole del bacino dell’Adda.
Accordo con i concessionari delle dighe
L’incontro ha permesso di definire un rilascio straordinario di acqua verso il bacino lariano per le prossime due settimane. La misura punta a garantire deflussi adeguati in una fase delicata per i territori agricoli collegati al fiume Adda, dove la disponibilità idrica resta un fattore decisivo per le coltivazioni e per la gestione delle attività produttive.
Al tavolo erano presenti i concessionari delle dighe situate a monte del Lago di Como, chiamati a coordinare le operazioni di rilascio con la Regione Lombardia. La quantità stabilita, pari a 4 milioni di metri cubi al giorno, sarà mantenuta per un periodo di 15 giorni, salvo nuove valutazioni legate all’evoluzione della situazione meteo-idrologica.
Durante il confronto è stato affrontato anche il quadro generale della crisi idrica, con l’obiettivo di condividere le azioni da mettere in campo nel mese di luglio. La Regione considera questa fase particolarmente sensibile per il comparto agricolo, che necessita di programmazione e continuità nella disponibilità d’acqua.
Sertori: deflussi utili per i terreni agricoli dell’Adda
L’assessore Massimo Sertori ha definito l’accordo una buona notizia per il Lago di Como e per i territori collegati al bacino dell’Adda. Secondo l’esponente della Giunta lombarda, il rilascio concordato dovrebbe consentire di mantenere, nelle prossime due settimane, deflussi sufficienti a coprire le necessità principali dei terreni agricoli interessati.
Sertori ha però precisato che permangono criticità da gestire. Per questo motivo la Regione ha già convocato il Tavolo regionale permanente sulla crisi idrica, fissato per giovedì 2 luglio 2026. In quella sede saranno valutati dati aggiornati, disponibilità degli invasi, fabbisogni dei territori e possibili ulteriori interventi.
Strategie per luglio al Tavolo regionale
Il confronto del 2 luglio servirà a definire le strategie per le settimane successive, considerate decisive per l’agricoltura lombarda. La gestione delle risorse idriche dovrà tenere insieme esigenze ambientali, uso agricolo, equilibrio dei bacini e disponibilità garantita dagli impianti a monte.
L’intesa raggiunta a Palazzo Lombardia rappresenta quindi un primo intervento operativo per affrontare l’emergenza nel breve periodo. La Regione continuerà a monitorare l’andamento della crisi idrica e a coordinarsi con i soggetti gestori degli invasi per modulare le misure in base all’evoluzione della situazione.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.