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Lombardia, calano i reati ambientali ma crescono quelli sui rifiuti

02/10/2026

Lombardia, calano i reati ambientali ma crescono quelli sui rifiuti

In Lombardia diminuiscono complessivamente i reati ambientali, ma cresce con forza il fenomeno legato alla gestione illegale dei rifiuti. È quanto emerge dal Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, presentato il 1° ottobre a Roma e costruito sui dati relativi al 2025 raccolti presso Forze dell’Ordine e Capitanerie di porto. Le notizie di reato ambientale registrate nella regione sono scese da 2.324 a 1.882, con una riduzione del 19,02%, mentre quelle riferite al ciclo dei rifiuti sono salite da 657 a 994.

Quasi mille reati legati al ciclo illegale dei rifiuti

Il dato sui rifiuti segna uno degli elementi più significativi del rapporto regionale. Secondo Legambiente, nel 2025 le notizie di reato riferite a questo settore sono aumentate del 33,9%, portando la Lombardia al secondo posto tra le regioni italiane per numero di illeciti rilevati nel ciclo dei rifiuti, dietro alla Campania.

L’andamento si inserisce in uno scenario nazionale nel quale il numero complessivo degli illeciti ambientali è diminuito, mentre sono cresciute le violazioni collegate allo smaltimento e alla gestione dei rifiuti.

Per Legambiente, la posizione della Lombardia richiede particolare attenzione anche in relazione alla presenza di un tessuto produttivo molto sviluppato e alla rilevanza della regione nelle filiere industriali e logistiche.

Reati ambientali complessivi in calo del 19%

Se si considera l’intero settore ambientale, il quadro lombardo mostra invece una riduzione. Le notizie di reato sono passate dalle 2.324 dell’anno precedente alle 1.882 del 2025, con 442 segnalazioni in meno.

Il Rapporto Ecomafia raccoglie, oltre alle notizie di reato, informazioni relative a denunce e sequestri effettuati dagli organi di controllo. I dati vengono utilizzati dall’associazione per analizzare la distribuzione territoriale delle diverse forme di criminalità ambientale.

La contrazione complessiva non viene però interpretata da Legambiente come un elemento sufficiente per ridurre l’attenzione, proprio a causa dell’andamento opposto registrato nel comparto dei rifiuti.

Legambiente: mantenere alta la vigilanza

Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia APS, ha definito preoccupante la crescita delle notizie di reato relative al ciclo illegale dei rifiuti. Secondo l’associazione, il dato potrebbe essere influenzato anche da una maggiore estensione ed efficacia dei controlli, ma indica allo stesso tempo la necessità di mantenere elevata l’attività di vigilanza.

Legambiente richiama in particolare il ruolo della Lombardia nei grandi flussi di rifiuti e nelle attività produttive, elementi che possono rendere il territorio esposto a fenomeni di gestione irregolare e traffico illecito.

L’associazione chiede quindi attenzione da parte delle amministrazioni pubbliche, degli organismi di controllo e della società civile, puntando sulla continuità delle attività di prevenzione e contrasto.

Il caso delle 144mila tonnellate di rifiuti nel Bresciano

Nel comunicato viene richiamata anche una recente indagine che ha interessato la provincia di Brescia e che riguarda, secondo quanto riportato da Legambiente, lo smaltimento di 144mila tonnellate di rifiuti liquidi nei terreni agricoli della zona di Chiari.

Il caso viene indicato dall’associazione come uno degli esempi delle criticità legate ai grandi traffici di rifiuti e alle attività organizzate di gestione illecita, fenomeni sui quali il rapporto Ecomafia concentra una parte rilevante dell’analisi.

Il quadro del 2025 restituisce quindi una Lombardia nella quale il numero generale dei reati ambientali diminuisce, ma il comparto dei rifiuti registra una crescita marcata e diventa uno dei principali fronti indicati da Legambiente per le attività di controllo e prevenzione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.