Lombardia locomotiva d’Italia: Pil al +1,2% nel 2026
13/07/2026
La Lombardia continua a trainare l’economia nazionale, con una crescita del Pil stimata all’1,2% nel 2026, più che doppia rispetto allo 0,5% registrato nel 2025. Anche i consumi mostrano un andamento positivo, con un incremento previsto dell’1,8%. Il quadro emerge dall’analisi “Pil e consumi regionali” elaborata dall’Ufficio Studi di Confcommercio e commentata dal presidente dell’associazione, Carlo Sangalli, in un’intervista pubblicata da “La Stampa”.
Il divario tra Lombardia, Nord-Ovest e Mezzogiorno
I dati evidenziano una forte distanza tra le diverse aree del Paese. La Lombardia mantiene un ritmo di sviluppo superiore alla media nazionale, mentre il resto del Nord-Ovest presenta risultati meno brillanti. Nel Mezzogiorno, invece, i consumi restano ancora inferiori ai livelli raggiunti nel 2007, segnale di una ripresa debole e disomogenea.
Secondo Sangalli, la crescita italiana non può procedere stabilmente con velocità differenti. Il divario territoriale non riguarda esclusivamente il valore della produzione o la capacità di spesa delle famiglie, ma coinvolge anche l’andamento demografico, il mercato del lavoro, la qualità delle infrastrutture e l’accesso ai servizi sociali.
Queste differenze incidono direttamente sulla competitività delle imprese e sulle opportunità offerte ai cittadini. Per ridurre le distanze tra le regioni, il presidente di Confcommercio chiede politiche territoriali mirate, costruite in base alle caratteristiche economiche e sociali delle singole aree.
Sangalli chiede meno tasse e adempimenti per le imprese
Tra i principali ostacoli alla crescita, Sangalli indica il peso del fisco e della burocrazia. Un numero elevato di adempimenti e una pressione fiscale consistente riducono la capacità delle aziende di investire, frenano la fiducia degli operatori economici e limitano la propensione ai consumi delle famiglie.
Per il presidente di Confcommercio, il rilancio dell’economia richiede quindi un alleggerimento degli oneri amministrativi e fiscali. Regole più chiare, procedure più rapide e un ambiente favorevole agli investimenti potrebbero sostenere le imprese, rafforzare l’occupazione e favorire una crescita distribuita in modo più equilibrato tra i territori.
Rappresentanza datoriale e contrasto al dumping contrattuale
Nell’intervista, Sangalli ha espresso una valutazione positiva anche sull’accordo relativo alla rappresentanza datoriale, considerato un passaggio significativo nelle relazioni sindacali. L’intesa introduce criteri oggettivi, certi e misurabili per stabilire quali organizzazioni rappresentino realmente le imprese.
Per Confcommercio, i contratti collettivi di riferimento devono essere sottoscritti da soggetti dotati di numeri, presenza territoriale, storia e responsabilità negoziale. L’accordo punta quindi a rafforzare la trasparenza del sistema e a contrastare il dumping contrattuale, legato alla diffusione di accordi firmati da organizzazioni con una rappresentatività limitata.
La definizione di parametri verificabili dovrebbe tutelare le imprese che applicano contratti solidi e riconosciuti, offrendo al tempo stesso maggiori garanzie ai lavoratori. Per Sangalli, il nuovo quadro può contribuire a rendere più ordinato e credibile il sistema delle relazioni sindacali italiane.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to