Lombardia, sanità: 1.300 imprese e 4 miliardi di produzione
15/09/2026
Con oltre 1.300 imprese, più di 58mila addetti e una produzione vicina ai 4 miliardi di euro, la Lombardia si conferma il principale polo italiano della filiera delle tecnologie e delle forniture ospedaliere. Secondo i dati diffusi da ASFO Sanità Lombardia, quasi un’impresa italiana su tre del comparto ha sede nella regione, che concentra inoltre oltre la metà della produzione nazionale legata a dispositivi, apparecchiature, materiali e servizi destinati al sistema sanitario.
Un settore nazionale da oltre 18 miliardi di euro
Il peso della Lombardia si inserisce in una filiera italiana composta complessivamente da oltre 4.600 imprese e quasi 134mila occupati, con un mercato superiore ai 18 miliardi di euro. La struttura produttiva è caratterizzata in larga parte dalla presenza di piccole e medie aziende, spesso altamente specializzate e direttamente collegate alle esigenze operative di ospedali, aziende sanitarie e strutture assistenziali.
Le imprese lombarde non operano soltanto all’interno della regione. Una parte rilevante della loro attività riguarda forniture distribuite su tutto il territorio nazionale, con dispositivi medici, materiali di consumo, apparecchiature, servizi di manutenzione, assistenza tecnica e logistica destinati a strutture sanitarie di diverse regioni italiane.
Questa presenza diffusa rende la filiera lombarda un elemento importante anche per la continuità operativa degli ospedali. Una consegna effettuata nei tempi previsti, la disponibilità di un componente di ricambio o un intervento tecnico tempestivo possono incidere direttamente sulla possibilità di eseguire regolarmente esami, trattamenti e procedure sanitarie.
Il nodo del payback sui dispositivi medici
Proprio la forte esposizione sul mercato nazionale rende particolarmente rilevante per le aziende lombarde il tema del payback sui dispositivi medici. Il meccanismo prevede una compartecipazione economica delle imprese nel caso in cui vengano superati determinati tetti di spesa pubblica fissati per gli acquisti sanitari.
Le società con sede in Lombardia possono quindi essere interessate dal payback non soltanto per le forniture effettuate nella regione, ma anche per quelle realizzate in altre parti d’Italia. Secondo ASFO Sanità Lombardia, questa situazione assume un peso specifico maggiore proprio per il volume delle attività svolte dalle imprese lombarde nel mercato nazionale.
L’associazione richiama per questo la necessità di considerare gli effetti economici del meccanismo sulla sostenibilità delle aziende e sulla loro capacità di continuare a garantire forniture, servizi tecnici e supporto alle strutture sanitarie.
Quasi 400 milioni destinati alla ricerca
La Lombardia concentra inoltre una parte significativa degli investimenti in ricerca e innovazione del comparto. Le risorse regionali impiegate dalle imprese del settore si avvicinano ai 400 milioni di euro.
La collaborazione tra aziende, ospedali, università e centri di ricerca favorisce lo sviluppo e l’introduzione di nuove tecnologie, dispositivi e soluzioni organizzative. Un sistema che, secondo l’associazione, consente di trasferire più rapidamente l’innovazione all’interno dei processi di cura e dell’organizzazione sanitaria.
ASFO chiede più confronto su contratti e tempi di pagamento
ASFO Sanità Lombardia, associazione Confcommercio che rappresenta i fornitori ospedalieri di beni e servizi, chiede di considerare questa filiera come una componente strutturale del sistema sanitario regionale.
Tra i temi indicati figurano la sostenibilità economica dei contratti, l’adeguamento dei prezzi quando aumentano i costi, la certezza dei tempi di pagamento e il riconoscimento delle competenze professionali e logistiche offerte dagli operatori.
L’associazione propone inoltre di rafforzare il confronto con Regione Lombardia, ARIA e le aziende sanitarie, anche per migliorare le procedure di acquisto. Secondo ASFO, nelle gare e nei contratti dovrebbero essere valutati con maggiore attenzione non soltanto i prezzi, ma anche qualità dei prodotti, affidabilità delle aziende, assistenza tecnica e capacità di garantire continuità nelle situazioni urgenti.
Per l’associazione, sostenere il comparto significa quindi tutelare anche la regolarità delle forniture e la capacità degli ospedali di garantire prestazioni nei tempi previsti, soprattutto nei servizi in cui disponibilità di materiali e assistenza tecnica rappresentano condizioni indispensabili per l’attività clinica.
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