Statale di Milano, lavora il 95,4% dei dottori di ricerca
28/07/2026
Il 95,4% dei dottori di ricerca dell’Università Statale di Milano risulta occupato a un anno dal conseguimento del titolo, una quota superiore alla media nazionale del 94,1%. Il tasso di disoccupazione si ferma invece all’1,9%, contro il 3,5% rilevato complessivamente in Italia. I dati emergono dai Report AlmaLaurea 2026 dedicati al profilo e alla condizione occupazionale di chi ha completato un dottorato.
Le indagini hanno analizzato il percorso di 477 persone che hanno ottenuto il titolo alla Statale nel 2025, con un tasso di compilazione del 70,9%, e la situazione lavorativa di 333 dottori di ricerca intervistati dopo dodici mesi, con un tasso di risposta del 65,2%.
Nove occupati su dieci svolgono professioni ad alta specializzazione
L’ingresso nel mercato del lavoro appare coerente con il livello della formazione acquisita. Il 90,1% degli occupati svolge professioni intellettuali, scientifiche o caratterizzate da un’elevata specializzazione. Il 63,9% lavora come ricercatore o tecnico laureato all’interno dell’università.
Il settore pubblico assorbe il 64,7% dei dottori di ricerca occupati. Anche il sistema privato e il comparto non profit mostrano però un peso rilevante: il primo raccoglie il 30,9% degli intervistati, rispetto al 28,1% nazionale, mentre il secondo raggiunge il 4,3%, contro una media italiana del 2,8%.
L’82,4% degli occupati considera il dottorato “molto efficace” o “efficace” rispetto al lavoro svolto. Il dato supera di oltre sei punti percentuali la quota nazionale, ferma al 76%, e segnala una buona corrispondenza tra le competenze maturate durante il percorso accademico e le mansioni affidate dopo il titolo.
Età media di 30,9 anni e maggioranza femminile
I dottori di ricerca della Statale completano il percorso a un’età media di 30,9 anni, contro i 32,1 anni registrati a livello nazionale. Le donne rappresentano il 54,5% del totale, confermando una presenza femminile maggioritaria tra i profili formati dall’Ateneo milanese.
La componente scientifica e tecnologica è particolarmente consistente: il 56,2% proviene da una laurea in area STEM. Tra coloro che hanno conseguito il precedente titolo universitario in Italia, il 74,4% si è laureato con 110 e lode, una percentuale superiore al 70,7% nazionale.
Anche l’accesso al sostegno economico risulta ampio. L’87,9% dei dottori di ricerca ha ricevuto un finanziamento durante il corso, rispetto all’85,6% italiano. Tra i beneficiari, il 93,6% ha potuto contare su una borsa di dottorato per l’intera durata del percorso.
Oltre la metà ha svolto attività di ricerca all’estero
La mobilità internazionale interessa il 56,8% dei dottori di ricerca della Statale. Tra quanti hanno trascorso un periodo di studio o attività scientifica all’estero, il 90,6% ha beneficiato dell’aumento della borsa fino al 50%, previsto per sostenere le spese legate alla permanenza internazionale. La media nazionale si attesta al 78,6%.
L’esperienza fuori dall’Italia costituisce una parte significativa della formazione dottorale, favorendo collaborazioni con altri gruppi scientifici, accesso a laboratori e infrastrutture specialistiche e partecipazione a reti di ricerca internazionali.
Dal 2026 borse più alte di 170 euro al mese
A partire dal ciclo XLII, relativo all’anno accademico 2026-2027, l’Università Statale di Milano aumenterà la borsa di dottorato di 170 euro lordi mensili. Crescerà anche il budget individuale destinato alle attività di ricerca, che passerà da 1.650 a 1.840 euro all’anno per ciascun dottorando.
La rettrice Marina Brambilla ha collegato la decisione alla volontà di offrire condizioni più adeguate allo sviluppo di progetti scientifici in Italia e all’estero. Secondo la rettrice, i risultati AlmaLaurea confermano la capacità del dottorato della Statale di formare figure qualificate per università, istituzioni e sistema produttivo.
L’incremento delle risorse punta a sostenere le spese necessarie per partecipare a convegni, svolgere missioni di ricerca, accedere a strumenti specialistici e sviluppare collaborazioni con enti italiani e internazionali.
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