Zootecnia intensiva in Lombardia: associazioni chiedono un tavolo regionale sulla sostenibilità
05/03/2026
Le associazioni ambientaliste Essere Animali, Legambiente Lombardia e Terra! chiedono l’apertura di un tavolo interistituzionale sull’agroalimentare lombardo per affrontare il tema della sostenibilità della zootecnia intensiva.
Le tre organizzazioni intervengono nel dibattito nato attorno alla decisione del Comune di Gonzaga di introdurre un regolamento per limitare l’espansione degli allevamenti intensivi sul proprio territorio.
Secondo le associazioni, l’avvio di azioni legali contro un’amministrazione locale non rappresenta la risposta adeguata alle criticità ambientali del settore. Piuttosto, sarebbe necessario un confronto istituzionale più ampio per affrontare le trasformazioni dell’agroalimentare lombardo.
Pressioni ambientali legate agli allevamenti intensivi
Secondo le organizzazioni firmatarie del comunicato, la pianura lombarda ospita da anni un numero di capi allevati sproporzionato rispetto alla capacità ambientale del territorio e superiore a quello registrato in molte altre regioni europee.
La concentrazione degli allevamenti intensivi comporterebbe diversi impatti ambientali:
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inquinamento delle acque
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emissioni in atmosfera
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pressione sui suoli agricoli
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rischi sanitari legati alla diffusione di patologie
Questi fattori sarebbero collegati soprattutto alla gestione dei liquami zootecnici, che comportano un eccesso di nutrienti come azoto e fosforo nei terreni agricoli.
La trasformazione del modello agricolo
Le associazioni evidenziano inoltre una trasformazione del sistema agricolo regionale.
Negli ultimi decenni il numero delle aziende agricole di allevamento è diminuito, mentre il numero di animali allevati si è concentrato in strutture sempre più grandi, con migliaia di capi.
Secondo le organizzazioni ambientaliste, questo modello industriale comporta:
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maggiore automazione nelle stalle
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riduzione della manodopera agricola
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importazione di mangimi dall’estero
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perdita del paesaggio e delle economie rurali tradizionali
In questo scenario, sostengono, a crescere sarebbe soprattutto il peso dell’industria agroalimentare.
Il caso del Comune di Gonzaga
Il regolamento adottato dal Comune di Gonzaga nasce con l’obiettivo di limitare la concentrazione degli allevamenti intensivi nel territorio dell’Oltrepò mantovano.
Il provvedimento prevede:
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sospensione delle autorizzazioni per nuovi allevamenti intensivi
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limitazioni agli ampliamenti degli allevamenti esistenti
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possibilità di interventi solo per migliorare il benessere animale
Secondo le associazioni, si tratta di una scelta volta a difendere un modello agricolo basato sulla qualità delle produzioni locali, piuttosto che sull’aumento delle quantità.
I numeri della zootecnia a Gonzaga
Nel territorio comunale di Gonzaga – circa 8.500 abitanti – gli allevamenti ospitano oggi quasi 60.000 capi tra bovini e suini.
Questo significa:
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oltre 7 animali allevati per ogni residente
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circa 1.200 capi per chilometro quadrato
Una concentrazione che, secondo le associazioni ambientaliste, genera pressioni crescenti su aria, acqua e suolo.
La richiesta di un confronto regionale
Nel dibattito istituzionale è intervenuto anche l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, che ha presentato ricorso contro il regolamento comunale.
Secondo Essere Animali, Legambiente Lombardia e Terra!, il ricorso rappresenta una contrapposizione istituzionale tra Regione ed enti locali su un tema che richiederebbe invece un confronto più ampio.
Le organizzazioni chiedono quindi alla Regione Lombardia di avviare un tavolo regionale sulla sostenibilità dell’agroalimentare, coinvolgendo enti locali, associazioni e società civile.
L’obiettivo sarebbe affrontare in modo strutturale le criticità ambientali della zootecnia intensiva e individuare modelli di produzione più sostenibili.
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