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Como, nuovo corso di laurea in Farmacia all’Insubria

27/07/2026

Como, nuovo corso di laurea in Farmacia all’Insubria

L’Università dell’Insubria attiverà a Como, dall’anno accademico 2026/2027, un nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia. Il percorso durerà cinque anni, sarà ad accesso libero e permetterà di conseguire un titolo direttamente abilitante all’esercizio della professione. La proposta formativa comprenderà attività di laboratorio, collaborazioni con farmacie e imprese e insegnamenti dedicati all’impiego dell’intelligenza artificiale nella ricerca farmaceutica.

Un percorso quinquennale ad accesso libero

Il corso appartiene alla classe LM-13 “Farmacia e Farmacia industriale” e avrà la propria sede principale nel campus scientifico di Como. Le attività laboratoriali di ambito biologico saranno organizzate anche nel polo universitario di Busto Arsizio, in provincia di Varese.

Il piano di studi offrirà competenze scientifiche e tecnologiche nei settori chimico, biologico, biochimico, biomedico, farmaceutico, farmacologico e tossicologico. La preparazione comprenderà anche gli aspetti legislativi, professionali e deontologici necessari per lavorare nelle farmacie, nelle aziende del comparto e nei servizi collegati alla salute.

Le lezioni saranno affiancate da esercitazioni pratiche, attività sperimentali e occasioni di confronto con il mondo professionale. L’obiettivo è formare farmacisti capaci di operare in un settore nel quale il ruolo tradizionale si sta ampliando verso nuovi servizi, attività di prevenzione, consulenza sanitaria e gestione delle terapie.

Alla presentazione hanno partecipato la rettrice Maria Pierro, il prorettore vicario Umberto Piarulli, la referente del corso Simona Galli e l’assessore lombardo all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi.

Intelligenza artificiale nella ricerca e nella farmacovigilanza

Una parte specifica del percorso sarà dedicata alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nella ricerca farmaceutica, nello sviluppo di nuovi medicinali e nella farmacovigilanza. Gli studenti potranno approfondire l’utilizzo dei dati e degli strumenti digitali per analizzare l’efficacia dei trattamenti, individuare possibili reazioni avverse e supportare le diverse fasi della ricerca.

L’impostazione del corso punta a collegare le discipline scientifiche di base con le trasformazioni tecnologiche che interessano il comparto delle Scienze della Vita. Il confronto con università, centri di ricerca e aziende dovrà consentire agli iscritti di acquisire competenze applicabili anche al settore industriale, ai laboratori, alla produzione e al controllo dei farmaci.

Secondo l’assessore Fermi, l’attivazione del percorso risponde alla difficoltà segnalata dal comparto farmaceutico nel reperire professionisti qualificati. Il problema potrebbe aumentare con il ricambio generazionale e con l’evoluzione delle funzioni affidate ai farmacisti nelle strutture sanitarie e nei servizi territoriali.

Collaborazioni con farmacie, imprese e ordini professionali

Il progetto prevede una stretta relazione con il territorio comasco e lombardo. Ordini professionali, farmacie e aziende potranno essere coinvolti nelle attività formative, permettendo agli studenti di conoscere direttamente gli ambienti di lavoro e le competenze richieste dal mercato.

Le collaborazioni potranno riguardare tirocini, esercitazioni, seminari e progetti sviluppati insieme agli operatori del settore. Questo collegamento dovrebbe facilitare il passaggio dall’università alla professione e offrire alle imprese la possibilità di partecipare alla formazione di figure coerenti con i bisogni produttivi e sanitari.

Fermi ha definito il nuovo corso un investimento per il sistema della salute e per il tessuto economico. Le prospettive occupazionali riguardano la professione in farmacia, ma comprendono anche l’industria farmaceutica, la ricerca, la distribuzione, la regolamentazione, la farmacovigilanza e i servizi tecnologici applicati alle Scienze della Vita.

Regione Lombardia interviene sugli alloggi universitari

Durante la presentazione è stato affrontato anche il problema delle abitazioni per gli studenti. Como attira iscritti provenienti da altre province e dall’estero, ma l’aumento dei canoni di locazione può rendere difficile la permanenza in città durante il percorso accademico.

Regione Lombardia ha già destinato 4 milioni di euro al recupero di un immobile in via Volta, che dovrebbe essere utilizzato per ampliare la disponibilità di alloggi universitari. Per completare l’intervento occorreranno ulteriori risorse, stimate in circa 3,5 milioni di euro.

L’obiettivo dichiarato è coinvolgere anche le istituzioni e le realtà economiche locali nella ricerca dei finanziamenti necessari. L’aumento dei posti letto viene considerato parte integrante dello sviluppo dell’offerta universitaria, poiché la presenza di nuovi corsi richiede servizi capaci di accogliere gli studenti che scelgono Como come sede di studio.

Con l’attivazione di Farmacia, l’Università dell’Insubria amplia la propria presenza nel settore sanitario e scientifico. Le iscrizioni riguarderanno l’anno accademico 2026/2027, mentre l’ateneo dovrà comunicare attraverso i propri canali le modalità di immatricolazione, il calendario delle lezioni e l’organizzazione dettagliata delle attività tra Como e Busto Arsizio.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.